Si parte con il ballo delle nomine dei vertici delle partecipate dallo Stato. Con il gran valzer, prende il via la tornata primaverile che vede in gioco le grandi aziende (e non solo), da Eni a Leonardo, da Enel a Terna.
Il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) conferma Silvia Rovere alla presidenza e Matteo del Fante nel ruolo di Ad di Poste Italiane nella lista depositata in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per il 27 aprile. Il Tesoro – titolare del 29,26% del capitale e per tramite Cdp di un ulteriore 35% – prevede un consiglio di amministrazione composto anche da Wanda Terna (uscente), Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi e Olga Cuccurullo nel ruolo di consiglieri. Una scelta considerata scontata, anche perché i manager stanno gestendo – insieme al direttore generale Giusepppe Lasco, anche lui verso la riconferma – una fase delicatissima per il futuro di Poste, quello dell’Opas da 10,8 miliardi lanciata su Tim lo scorso 22 marzo, da perfezionare entro fine anno.
Si tratta solo dell’inizio. Nella tornata di assemblea primaverili entrano in gioco anche le energetiche, senza grandi scossoni vista anche la fase delicatissima dello scenario geopolitico. Dopo Pasqua dovrebbe arrivare la riconferma in Eni – per il quinto mandato – per Claudio Descalzi, che con la premier Giorgia Meloni ha lavorato a stretto contatto sul Piano Mattei e sulla ricerca di approvvigionamenti alternativi già all’indomani del conflitto russo-ucraino, mentre per la presidenza non è scontata la permanenza di Giuseppe Zafarana, che potrebbe avvicendarsi con Andrea De Gennaro, pronto a lasciare a maggio la guida della Gdf.
In Enel dovrebbero bissare sia l’ad Flavio Cattaneo che il presidente Paolo Scaroni. Da capire il futuro di Giuseppina Di Foggia, attuale ceo di Terna: al suo posto si fa il nome, eventualmente, di Pasqualino Monti, oggi ad di Enav dove di conseguenza si aprirebbe un’altra casella da riempire.
In Leonardo si vocifera dell’arrivo per la presidenza dell’ex Dis Elisabetta Belloni al posto di Stefano Pontecorvo, ma nelle ultime settimane si è complicata anche la strada della riconferma di Roberto Cingolani, su cui in maggioranza c’è qualche perplessità. Al suo posto, nel caso, potrebbe arrivare l’attuale ad di Rheinmetall Italia, Alessandro Ercolani, o quello di Fincantieri Pierroberto Folgiero, aprendo la partita anche in quest’azienza.
Chiuso il giro delle grandi, toccherà alle partecipate minori e alle Authority. Il caso Consob, dove FI ha stoppato con forza il leghista Federico Freni, ha innervosito la maggioranza e non ha trovato ancora soluzione, con il mandato di Paolo Savona terminato l’8 marzo. Ma ci sono da rinnovare anche Antitrust e Anac. Verso la riconferma, salvo sorprese, Pietro Ciucci alla guida della società Stretto di Messina, Marzo Mezzaroma e Diego Nepi Molineris per Sport e Salute, Sestino Giacomoni in Consap. In casa Fs dovrebbero rimanere al proprio posto Gianpiero Strisciuglio in Trenitalia – il cui presidente, Stefano Cuzzilla, ha invece qualche chance di andare in Leonardo – Aldo Isi in Rfi e Sabrina De Filippis ad Fs Logistix.

