Rottamazione-quinquies al via, domande entro il 30 aprile: ecco come funziona

Rottamazione-quinquies al via, domande entro il 30 aprile: ecco come funziona

Possibili pagamenti dei debiti con il fisco in un massimo di 54 rate bimestrali

Entra nel vivo la quinta edizione della rottamazione delle cartelle, che permetterà ai contribuenti di sanare il proprio debito con il Fisco in misura agevolata, senza dover pagare interessi e sanzioni. La scadenza ufficiale da segnare sul calendario è quella del prossimo 30 aprile, data entro cui dovranno essere presentate, solo in via telematica, le domande di adesione alla misura.

Come funziona la rottamazione-quinquies

Potrà aderire chi ha debiti affidati in riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Per venire incontro agli interessati, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibile online un servizio che permetterà di individuare automaticamente i propri ‘debiti rottamabili’, selezionando quelli da inserire nella richiesta. I pagamenti potranno essere effettuati in un periodo di tempo ampio fino a 9 anni, in un massimo di 54 rate bimestrali, ma la singola rata non potrà essere inferiore a 100 euro. L’adesione alla rottamazione-quinquies risulterà però inefficace in seguito a un mancato o insufficiente versamento della prima e unica rata scelta per effettuare il pagamento, oppure di due rate – anche non consecutive – o dell’ultima rata del piano.

A quali imposte si applicherà la nuova disciplina

La nuova disciplina, sottolinea l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, si applicherà a imposte dichiarate ma non versate, omesso versamento dei contributi Inps diversi da quelli richiesti a seguito di accertamento, sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture. Sono ammessi – a patto di rientrare nei casi appena elencati- anche i debiti già oggetto delle precedenti tre rottamazioni o del ‘saldo e stralcio’ per i quali i contribuenti sono incorsi nella decadenza, oltre a quelli già oggetto della rottamazione-quater (e relativa riammissione) per cui, al 30 settembre 2025, si sono persi i benefici. La nuova disciplina, invece, esclude i debiti già ricompresi in piani di pagamento della quarta edizione della rottamazione (e relativa riammissione) per i quali, al 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute.

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