A Davos l’economia è di casa, ed è per questo che si fanno anche i conti in tasca. Si scopre così che aumenta la ricchezza dei miliardari italiani al ritmo di 150 milioni di euro al giorno. Secondo il nuovo rapporto di Oxfam ‘Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia’ nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata in termini reali di 54,6 miliardi di euro, raggiungendo un valore complessivo di 307,5 miliardi di euro; i super-ricchi del nostro Paese sono 79, in crescita rispetto al 2024 quando erano 71.
In Italia, a metà del 2025, il 10% più ricco delle famiglie possedeva oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera dei nuclei familiari. Il rapporto era poco più di 6 alla fine del 2010. Tra dicembre 2010 e giugno 2025 la ricchezza nazionale netta è aumentata, in termini nominali, di oltre 2.000 miliardi di euro ma la distribuzione dell’incremento è stata profondamente sbilanciata a favore delle famiglie più abbienti: circa il 91% dell’incremento di ricchezza è stato appannaggio del 5% più ricco dei nuclei familiari a fronte di appena il 2,7% dell’incremento “incamerato” dalla metà più povera. Oggi il top-5% delle famiglie italiane, titolare della metà della ricchezza nazionale (49,4%), possiede quasi il 17% in più dello stock complessivo di ricchezza detenuta dal 90% più povero.
Per i salari il recupero dell’inflazione è ancora lontano: tra il 2019 e il 2024, la perdita cumulata del potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali si è attestata a 7,1 punti percentuali. Per il 2025 è stimato solo un modesto recupero di appena +0,5 punti percentuali. La stagnazione salariale non allenta la sua presa e si accompagna alla crescita di lungo corso della disuguaglianza retributiva e dell’incidenza del lavoro povero. Tra il 1990 e il 2018, la quota di occupati a bassa retribuzione nel settore privato è passata dal 26,7% al 31,1%.
La disuguaglianza nella distribuzione dei redditi netti in Italia vede un peggioramento nel 2023 (ultimo anno per cui i dati sono accertati). L’Italia resta relegata al 20esimo posto tra i 27 dell’Ue sotto il profilo egalitario della distribuzione dei redditi. Per il 2024 – afferma Oxfam – “le stime sull’impatto redistributivo delle politiche del governo indicano un’ulteriore recrudescenza della disuguaglianza reddituale, attribuibile esclusivamente al peggioramento dei redditi più bassi“.
Inoltre “i primi due anni del governo Meloni restituiscono un quadro sconfortante di stasi della povertà assoluta in Italia: oltre 2,2 milioni di famiglie per un totale di 5,7 milioni di individui nel 2024 non disponevano di risorse mensili sufficienti ad acquistare un paniere di beni e servizi essenziali per vivere in condizioni dignitose. L’allarmante immutabilità del fenomeno nell’ultimo biennio, in coda a una crescita portentosa della povertà dal 2014, appare destinata a mantenersi anche nei prossimi anni secondo le stesse previsioni governative”.

