Amazon, iscrizioni ingannevoli a Prime: multa da 2,5 miliardi di dollari

Amazon, iscrizioni ingannevoli a Prime: multa da 2,5 miliardi di dollari
Amazon, Berlino, Germania, 18 marzo 2022 (AP Photo/Michael Sohn)

Il colosso dell’e-commerce ha raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission

Amazon ha raggiunto un accordo storico da 2,5 miliardi di dollari con la Federal Trade Commission (Ftc), che aveva accusato il colosso dell’e-commerce di ingannare i clienti inducendoli a iscriversi a Prime e rendendo difficile la cancellazione degli abbonamenti. Secondo la Ftc, 1 miliardo di dollari sarà destinato a sanzioni civili, la più alta nella storia dell’agenzia, mentre 1,5 miliardi saranno pagati ai consumatori iscritti involontariamente a Prime o scoraggiati dal cancellare l’abbonamento.

Chi e cosa riguarda l’accordo tra Ftc e Amazon

L’accordo riguarda chi si è iscritto tramite la funzione ‘Single Page Checkout’ tra il 23 giugno 2019 e il 23 giugno 2025. La Ftc aveva citato in giudizio Amazon due anni fa presso il tribunale distrettuale di Seattle, accusando il gruppo di violazioni legali protratte per oltre un decennio, tra cui la violazione del Restore Online Shoppers’ Confidence Act del 2010, legge pensata per garantire la trasparenza sui costi online. Amazon non ha ammesso alcuna responsabilità nell’accordo.

I numeri record di Amazon

Amazon Prime offre vantaggi come spedizioni più rapide, streaming video e sconti presso Whole Foods, con un abbonamento annuale da 139 dollari o mensile da 14,99 dollari. Il servizio conta oltre 200 milioni di iscritti e ha generato, secondo l’ultimo bilancio, oltre 12 miliardi di dollari di ricavi netti dalle sottoscrizioni, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.

L’indagine

La Ftc ha evidenziato che Amazon rendeva difficile completare acquisti senza iscriversi a Prime, presentando pulsanti poco chiari e complicando la cancellazione, processo internamente chiamato ‘Iliad’, in cui il cliente doveva confermare su tre pagine la volontà di annullare l’abbonamento. L’indagine della Ftc sulle pratiche di Prime era iniziata nel 2021, mentre la causa è stata presentata nel 2023 sotto la guida dell’allora presidente Lina Khan.

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