La presidente della Bce sui possibili dazi da parte di Trump: "Su squilibri commerciali bisogna negoziare"
Il discorso della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. La leader di Francoforte ha parlato di inflazione e risposto alle minacce di dazi verso l’Ue da parte del presidente americano Donald Trump. Ecco cosa ha detto.
“Fiducia che l’inflazione stia andando verso il basso”
“C’è una forte fiducia che l’inflazione stia andando verso il basso e non verso l’alto”, ha affermato Lagarde, precisando però di parlare nel cosiddetto ‘periodo di quiete’, riferendosi alla settimana che precede la riunione sulle decisioni di politica monetaria della Bce in cui i membri della Banca centrale europea non possono rilasciare commenti specifici sul tema.
“Ue ha grande potenziale per rispondere a minacce esterne”
“In Europa ci sono grandi talenti e risparmi. Ora c’è un ‘campanello di allarme’ che deve spingere gli europei ad agire. Se i leader europei saranno effettivamente capaci di collaborare e rispondere alle minacce esterne, c’è un enorme potenziale per reagire con successo“, ha detto poi Lagarde della situazione dell’economia europea. “Sono piuttosto ottimista. Abbiamo bisogno dell’Unione del mercato dei capitali e dell’unione bancaria. Dobbiamo mantenere i nostri talenti a casa ed è anche attrarre rapidamente i talenti qualificati dall’estero”, ha detto ancora Lagarde, che ha parlato di una “minaccia esistenziale” al momento perché “c’è poco ottimismo” da parte del “mondo aziendale”. In particolare, “c’è stato un problema con il costo dell’energia” e ci sono “lamentele per l’eccessiva burocrazia”, ha sottolineato ancora Lagarde, spiegando che si tratta di un “segnale di sveglia” che va “preso seriamente” e al quale “bisogna reagire concretamente”.
“Su squilibri commerciali bisogna negoziare”
In merito ai possibili dazi verso l’Unione europea da parte di Trump, Lagarde ha detto: “Credo che stia guardando attentamente al deficit dell’interscambio fra Stati Uniti ed Europa, concentrandosi soprattutto sui prodotti, ma si devono esaminare anche l’interscambio dei servizi e dei flussi di capitale. Non può essere solo bianco o nero. Quello che è vero è che devono esserci delle negoziazioni. Ci si siede a un tavolo nell’ambito delle istituzioni preposte e seguendo le regole”. E ha proseguito: “Abbiamo tutti bisogno l’uno dell’altro, se c’è una cosa che gli europei hanno imparato nel corso del tempo, dalla fine della Seconda guerra mondiale, è che non si può andare da soli. Bisogna lavorare insieme, rispettare gli altri e capirsi a vicenda per questo. Ci si siede al tavolo e si lavora”.
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