La nota del Tesoro: "30 giorni per adempiere in materia di incompatibilità e conflitti di interessi"
La vicenda di Fondazione Crt, dopo mesi di scossoni e veleni interni per il caso del presunto ‘patto occulto’, registra un nuovo step. Dal Mef sono arrivate le prescrizioni sulle nomine con 30 giorni di tempo per ottemperare. A gestire i rapporti sarà la presidente della Fondazione Anna Maria Poggi, cui il Consiglio d’amministrazione e il Consiglio di indirizzo hanno dato “ampio mandato “sia per poter predisporre nei tempi più rapidi possibili risposte alle eventuali sollecitazioni provenienti dal ministero sia per poter avviare sin d’ora un’attività di revisione e miglioramento della governance della Fondazione nel superiore interesse dell’istituzione”. La nota arrivata dal Tesoro recita: “la Fondazione Crt avrà 30 giorni per adempiere alle precise prescrizioni del Mef in materia di incompatibilità e conflitti di interessi nelle nomine già fatte e sulle modifiche di regolamenti e statuto. Oggi il Mef ha inviato la lettera con le indicazioni alla Fondazione torinese che, se non saranno puntualmente eseguite, apriranno la strada definitivamente al commissariamento, come accaduto in passato con la vicenda del Banco di Napoli”. E spiega che “la scelta operata dal ministero dell’economia risponde ai principi di gradualità ed è rispettosa dell’autonomia e dei confini dell’azione che il Mef può mettere in campo. Obiettivo è fare luce e chiarezza su tutta la vicenda Crt che è anche al centro di un’inchiesta della magistratura.
Palenzona: “Stupito per indagini nei miei confronti”
Poggi oggi ha ricevuto conferma che la direzione da lei scelta del ‘self cleaning’ dell’ente può e deve andare avanti. La presidente, da poco in sella alla Fondazione, a seguito delle dimissioni di Fabrizio Palenzona, ha ottenuto infatti l’ ampio mandato “sia per poter predisporre nei tempi più rapidi possibili risposte alle eventuali sollecitazioni provenienti dal ministero sia per poter avviare sin d’ora un’attività di revisione e miglioramento della governance della Fondazione nel superiore interesse dell’istituzione”. Non sono state poche le fibrillazioni nella Fondazione subalpina di origine bancaria che si capirà se e come interverrà a livello di Statuto. Dopo gli esposti presentati dall’ex presidente di Crt Palenzona, sei consiglieri d’indirizzo e un consigliere d’amministrazione della Fondazione sono stati indagati dalla Procura di Torino per “illecita influenza sull’assemblea” dei soci. In seguito, anche il Mef aveva deciso di inviare i propri ispettori. E proprio ieri Fabrizio Palenzona, partito come accusatore, si è visto consegnare un avviso di garanzia n relazione “alla sollecitazione delle dimissioni del Consigliere di Indirizzo di Fondazione Crt avvocato Corrado Bonadeo”, come ha annunciato il banchiere stesso in una nota. Palenzona aveva lasciato la guida di Crt nell’aprile scorso sostenendo di non essere disponibile a “compromessi su etica e legalità” e denunciando l’esistenza di “patti occulti tali da creare una Fondazione nella Fondazione”. Il banchiere ha ribadito in queste ore di avere personalmente denunciato all’Autorità di Vigilanza “appena avuto contezza l’esistenza di un patto occulto tra componenti degli organi della Fondazione Crt promosso sulla base di una raccolta di firme dall’avvocato Bonadeo”. Palenzona si è detto stupito per la notizia di indagini “avviate nei miei confronti”, e “a disposizione dell’autorità inquirente”, “con la certezza di poter chiarire ogni elemento della vicenda”. Oggi il cda di Crt ha anche designato Maria Cristina Zoppo, attuale membro del cda di Intesa Sanpaolo, come nuovo presidente di Ream, società di real estate, partecipata da Fondazione Crt con il 24,17%. E ha deliberato investimenti per circa ulteriori 5 milioni destinati al territorio. Per Poggi quindi “discontinuità con il passato, con l’obiettivo di neutralizzare qualsiasi potenziale effetto proveniente da presunti patti occulti”, ma anche “valorizzare il lavoro della struttura”.
© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata