Si prevede che l’inflazione globale nominale diminuisca costantemente dal picco dell’8,7% nel 2022 (media annua) al 6,9% nel 2023 e al 5,8% nel 2024. È quanto rileva il Fondo monetario internazionale nel World Economic Outlook. La previsione per il 2024 è stata rivista al rialzo di 0,6 punti percentuali, spiega l’Fmi, a causa di un’inflazione di fondo più elevata del previsto. Su base annua, l’inflazione globale complessiva prevista ha raggiunto un picco del 9,5% nel terzo trimestre del 2022 e si prevede che raggiunga il 5,9% nel quarto trimestre del 2023 prima di scendere al 4,8% nel quarto trimestre del 2024, ancora al di sopra della media annua pre-pandemica (2017-19) di circa il 3,5%.
Eurozona, il rivisto in calo a +0,7% in 2023, +1,2% in 2024
LFmi rileva poi che la crescita nell’area dell’euro dovrebbe scendere dal 3,3% nel 2022 allo 0,7% nel 2023, prima di risalire all’1,2% nel 2024. “Le previsioni sono state riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali e di 0,3 punti percentuali rispettivamente per il 2023 e il 2024, rispetto alle proiezioni del WEO Update di luglio 2023″, si legge nel
“Anche la crescita delle principali economie dell’area dell’euro nel 2023 presenta delle divergenze. Per la Germania, dove ora si prevede una leggera contrazione economica nella seconda metà del 2023, a causa della debolezza dei settori sensibili ai tassi d’interesse e del rallentamento della domanda dei partner commerciali, è prevista una revisione al ribasso di 0,2 punti percentuali, con una crescita del -0,5%. Per la Francia, dove si è registrato un recupero nella produzione industriale e la domanda esterna ha registrato una performance superiore nella prima metà del 2023, è prevista una revisione al rialzo di 0,2 punti percentuali per una crescita dell’1,0%”, si legge inoltre.

