La presidente della Bce conferma l'orientamento prudente. Visco (Bankitalia): "Italia in grado di gestire le conseguenze di restrizione monetaria"

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, conferma la linea della prudenza sui tassi di interesse nonostante il rallentamento dell’inflazione nell’ultimo mese. “Dobbiamo abbassare l’inflazione. E raggiungeremo questo obiettivo. In meno di sei mesi abbiamo alzato i tassi di interesse della Bce di 250 punti base, l’aumento più rapido della nostra storia. E abbiamo chiarito che i tassi di interesse della Bce dovranno ancora aumentare significativamente a un ritmo costante, per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi e rimanere a quei livelli per tutto il tempo necessario”, ha detto Lagarde in occasione del Ricevimento annuale della Deutsche Börse a Eschborn.

La sfida è quella di riuscire a contenere il caro prezzi senza innescare una recessione nell’Eurozona. E, secondo il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, l’obiettivo non è irraggiungibile: “Non condivido talune dichiarazioni nelle quali si sostiene che nell’area dell’euro solo una recessione, più o meno profonda, consentirà di riportare l’inflazione in linea con il nostro obiettivo di prezzi stabili. Ritengo invece del tutto possibile che, come sta avvenendo in altri paesi e come è peraltro in linea con le nostre previsioni, la crescita dei prezzi, che già mostra segnali di discesa, possa tornare al 2 per cento senza che le nostre misure arrechino all’attività produttiva e all’occupazione danni particolarmente gravi, che finirebbero per rendere più difficile il conseguimento del nostro mandato nel medio periodo”, ha dichiarato Visco alla Tavola rotonda dell’Ambrosetti Club. “Quindi, sì, ulteriori aumenti dei tassi sono nelle cose, ma continueranno a essere necessarie valutazioni attente e consapevoli dell’intensità e dei tempi della loro trasmissione a tutte le economie dell’area dell’euro, tenendo conto dell’evoluzione, in entrambe le direzioni, dei fattori alla base della dinamica inflazionistica: dai costi delle materie prime a quelli del lavoro, dall’evoluzione della domanda interna e internazionale a quella dei margini di profitto, dagli andamenti delle attività finanziarie a quelli dei debiti pubblici e privati”, ha sottolineato Visco.

Il capo di Via Nazionale ha infine invitato a evitare l’allarmismo sui tassi di interesse in Italia: “Gli allarmi che a volte vengono sollevati sugli effetti che ulteriori aumenti dei tassi ufficiali potrebbero avere sulla nostra economia non sono condivisibili: il nostro paese è in grado, proseguendo sulla strada già intrapresa delle politiche prudenti e delle riforme, di gestire le conseguenze di una graduale ma necessaria restrizione monetaria“, ha detto. 

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