Screening della Commissione su potenziali squilibri macroeconomici degli Stati membri

L’Italia sotto la lente dell’Ue per il debito pubblico. “In Italia rimangono invariati i timori legati all’elevato rapporto debito pubblico/Pil“. E’ quanto scrive la Commissione Ue nell’Alert mechanism report pubblicato nel pacchetto del Semestre europeo.
“Il debito pubblico rimane elevato nonostante il suo rapporto con il Pil sia sceso al 150,3% nel 2021. Mentre si prevede che il rapporto debito/Pil continuerà a diminuire, dovrebbe rimanere ben al di sopra del livello del 2019. Il disavanzo pubblico rimane elevato, anche se si è ridotto al 7,2% nel 2021 e si prevede che continui a restringersi”, si legge ancora nel documento. “Gli spread dei rendimenti delle obbligazioni sovrane si sono discostati notevolmente dalla media dell’Eurozona, che aumenta i costi di finanziamento. I rischi di sostenibilità fiscale sono elevati nel medio termine, mentre il calo previsto dei costi di invecchiamento riduce il rischio a medio nel lungo termine”. “La Commissione trova opportuno esaminare in modo approfondito la persistenza di squilibri eccessivi o la loro revisione di rientro per l’Italia”.

La relazione sul meccanismo di allerta è un esercizio di screening per individuare i rischi di potenziali squilibri macroeconomici che identifica gli Stati membri per i quali sono necessari esami approfonditi per valutare se sono interessati da squilibri che richiedono un’azione politica. La relazione di quest’anno sul meccanismo di allerta conclude che sono giustificati esami approfonditi per 17 Stati membri: Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia (che sono stati oggetto di un esame approfondito nel precedente ciclo annuale di sorveglianza della procedura per gli squilibri macroeconomici), nonché Cechia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Slovacchia (che non sono state oggetto di un esame approfondito nel 2021/2022). E’ quanto si evince dalla nota della Commissione Ue sul pacchetto del semestre europeo 2023.

Secondo Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue “meno del 30% delle misure di sostegno è stato ben mirato, il che significa che il 70% delle misure non è mirato. Ciò significa che la maggior parte delle misure non aiuta coloro che ne hanno chiaramente bisogno, non si concentrano su questo e non riducono la domanda di energia e mantengono alta una crisi. Per questo invitiamo i governi a migliorare con urgenza la qualità delle loro misure di sostegno”, ha dichiarato presentando il pacchetto del Semestre europeo 2023.

 

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