La seconda ondata della pandemia blocca il Paese. Codacons: "Di questo passo il Natale sarà disastroso"

La seconda ondata della pandemia di coronavirus blocca fa precipitare i consumi in Italia. Lo rileva Confcommercio nella sua nota mensile sulla congiuntura.

"Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, periodo che si era peraltro chiuso con alcuni segnali di indebolimento, a partire da ottobre la situazione congiunturale ha conosciuto un rapido deterioramento. Il riacutizzarsi della pandemia e l’avvio delle prime misure di contenimento hanno determinato per molte filiere produttive l’interruzione del lento e faticoso processo di ritorno a una situazione meno emergenziale", si legge nel comunicato diffuso da Confcommercio.

"Nel confronto annuo l’ICC di ottobre ha visto amplificarsi il divario rispetto ai livelli registrati nello stesso mese del 2019. La variazione si attesta al -8,1% (-5,1% a settembre). Il rallentamento, seppure diffuso, ha interessato in misura più immediata e significativa la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero ed i trasporti con riduzioni della domanda che si avvicinerebbero a quelle registrate a marzo", conclude la nota.

Consumi, Sangalli: "Situazione si aggrava, subito indennizzi e moratorie"

"L'aggravarsi della pandemia e nuovi lockdown pesano sulla nostra economia già provata dalla crisi. Ne risentono i consumi e crescono i rischi per l'atteso rimbalzo del Pil nel 2021. Preoccupa, inoltre, la stretta del credito imposta dalle nuove regole dell'Unione europea. Occorre una reazione più forte subito: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie. Nello stesso tempo chiediamo che legge di Bilancio e Piano di ripresa puntino sugli investimenti necessari a rimettere in moto produttività e crescita a vantaggio di più coesione sociale". Lo ha dichiarato il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando la Congiuntura dell’Ufficio Studi della Confederazione diffusa oggi.

Codacons: "Di questo passo il Natale sarà disastroso"

Anche i commercianti confermano i nostri allarmi sul crollo dei consumi che si registra in Italia, e che sta avendo ripercussioni pesanti per l'intera economia. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi da Confcommercio e che vedono a ottobre i consumi calare del -8,1% rispetto al 2019.

"Nonostante i bonus a pioggia del Governo, l’attesa ripresa dei consumi non c’è stata e, al contrario, le famiglie continuano a tagliare la spesa, a causa delle situazione di emergenza che investe il paese e della grave incertezza sul futuro – spiega il presidente Carlo Rienzi – In tale contesto appaiono seriamente a rischio i consumi legati al Natale, su cui influiranno le limitazioni legate al Covid, la perdita di reddito subita da milioni di famiglie e il quadro di generale incertezza che regna in Italia".

In base alle stime dell’associazione, la spesa legata alle festività natalizie rischia al momento di crollare del -14,5%, con una contrazione dei consumi per regali, addobbi, alimentari pari a 1,5 miliardi rispetto allo scorso anno; dati che potrebbero aggravarsi in caso di ulteriori restrizioni legate all’emergenza sanitaria.

Unc: "Nuovo crollo consumi a ottobre, Italia nei guai"

"La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto, le vendite al dettaglio dello 0,8% e così via. Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse. Insomma, se, secondo i dati di Confcommercio, i servizi ricreativi (Icc in quantità) sono crollati a ottobre del 73,2% su base annua, ci domandiamo cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm". Lo ha detto Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori commentando i dati dell'Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc), secondo i quali a ottobre i consumi sono calati dell'8,1% rispetto allo stesso mese del 2019. "L'Italia è nei guai! Nonostante i dati positivi del terzo trimestre 2020, con un Pil cresciuto del 16,1% rispetto a quello precedente, tutti gli indicatori finora emersi ci dicono che già alla fine del terzo trimestre, ossia a settembre, il rimbalzo era già finito", ha concluso Dona.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata