Milano, 4 nov. (LaPresse) – Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1,378 miliardi (escludendo l’apporto di 5 milioni di UBI Banca), rispetto a 1,572 miliardi dei primi nove mesi del 2019, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 332 milioni da 395 milioni, quella di capital markets che scende a 108 milioni da 159 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che flette a 957 milioni da 989 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo di 19 milioni rispetto a un saldo positivo di 28 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 13,158 miliardi (escludendo l’apporto di 575 milioni di Ubi Banca), in diminuzione del 3,2% rispetto a 13,588 miliardi dei primi nove mesi del 2019. I costi operativi calano del 3,7% a 6,599 miliardi, a seguito di una diminuzione del 3,2% per le spese del personale e del 7,7% per le spese amministrative e di un aumento del 3,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6,559 miliardi (escludendo l’apporto di 215 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 2,6% rispetto ai 6.737 milioni dei primi nove mesi del 2019. Il cost/income ratio nei primi nove mesi del 2020 è pari al 50,2%, rispetto al 50,4% dei primi nove mesi del 2019. Includendo l’apporto di Ubi, il cost/income ratio nei primi nove mesi del 2020 è pari al 50,7%.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 2,654 miliardi (escludendo l’apporto di 85 milioni di UBI Banca), rispetto ai 1,396 miliardi, e includono 1,312 miliardi per i futuri impatti di COVID-19. Il risultato corrente lordo è pari a 4,856 miliardi (escludendo l’apporto di 123 milioni di UBI Banca), rispetto a 5.323 milioni dei primi nove mesi del 2019.

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