Di Lorenzo Allegrini

Torino, 1 ago. (LaPresse) – L’assemblea straordinaria dei soci di Fiat ha approvato a maggioranza la fusione con Auburn Hills e la nascita di Fiat Chrysler Automobiles. “E’ solo l’inizio – ha commentato il presidente di Fiat, John Elkann – chi rimarrà azionista di Fca, come rimarrò io, avrà grandi soddisfazioni”.

ELKANN – “Voglio confermare qui oggi l’impegno mio personale e della mia famiglia per continuare a sostenere Fca, a maggior ragione ora che si profilano all’orizzonte grandi opportunità”, ha detto il presidente di Fiat, John Elkann, specificando: “Ho letto in questi giorni su alcuni giornali che la mia famiglia sarebbe stanca e che vedrebbe di buon occhio un disimpegno, per dedicarsi ad altre attività meno faticose e meno rischiose”. “Se si guarda agli stabilimenti Fiat negli ultimi 15 anni, ha aggiunto ancora, “l’Europa e l’Italia sono sempre lì, anzi si sono rafforzati”.

L’Italia, ha detto poi Elkann, “è dove la nostra storia è iniziata e dove vogliamo continuare ad essere protagonisti attivi”. “Sono passati 15 anni da quando abbiamo festeggiato il centenario di Fiat e da allora abbiamo fatto molta strada”, ha ricordato Elkann, precisando che nel 1999 si notava “una sostanziale concentrazione dei siti produttivi in Europa e in Italia, con una presenza decisamente più contenuta in Sud America e in Nord America”. Il presidente del Lingotto ha descritto il quadro odierno come molto diverso. Oltre a Italia ed Europa, ha proseguito Elkann, “siamo cresciuti molto in Brasile e in America e anche in Asia, dove non eravamo presenti, soprattutto in India e Cina”. Il presidente Fiat ha evidenziato che “con la nostra partecipazione attiva al consolidamento del settore automobilistico abbiamo dato la possibilità a due società, Fiat e Chrysler, ognuna con un grande passato, di unirsi per sempre, per dare vita a un protagonista globale come Fca”.

“Noi non andiamo all’estero – ha puntualizzato, rispondendo a un socio che contestava la scelta di spostare la sede legale in Olanda e il domicilio fiscale nel Regno Unito – continuiamo a fare quello che stiamo facendo. Si è semplicemente ampliato il perimetro di attività”.

MARCHIONNE – “Grazie all’intenso lavoro degli ultimi cinque anni, ora siamo pronti a compiere il salto di qualità”. Lo ha detto l’a.d. Fiat, Sergio Marchionne. “La Fiat di adesso – ha spiegato Marchionne – è un’azienda capace di generare forti profitti, nonostante le perdite collegate ai marchi generalisti in Europa”. – “Nel 2004 – ha ricordato l’a.d. – la Fiat era fortemente sbilanciata verso un’unica area geografica. Fatturava 27 miliardi di euro, di cui il 92% in Europa. Era un produttore di auto di dimensioni modeste, che vendeva circa 1,9 milioni di vetture l’anno. Ed era un’azienda in profondo rosso, sull’orlo dell’estinzione”. Marchionne ha spiegato ancora che “la Fiat che abbiamo creato in questi anni grazie all’integrazione con Chrysler, è un gruppo che ha una presenza ampia e diversificata. Il fatturato del 2013 è salito a 87 miliardi di euro, più che triplicato rispetto al 2004”. Il manager italo-canadese ha affermato che “l’anno scorso abbiamo venduto più di 4,4 milioni di veicoli e siamo diventati il settimo costruttore mondiale, alle spalle di Ford”.

La nascita di Fca permetterà al gruppo Fiat-Chrysler, ha spiegato Marchionne, “di valorizzare la sua capacità di attrazione nei confronti degli investitori internazionali e rendere più agevole la quotazione sul New York Stock Exhange”. Dall’aggioramento delle quote societarie in assemblea è emersa anche la presenza di People’s Bank of China con il 2% del capitale di Fiat.

“Abbiamo 5 mesi di lavoro da fare, ma nonostante il livello di scetticismo sono convinto che realizzeremo i numeri che abbiamo messo su carta”, ha dichiarato l’ad Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, al termine dell’assemblea dei soci. “L’azienda sta andando bene, non per copiare Renzi ma ci sono dei ‘gufi'”, ha ironizzato Marchionne. L’a.d. ha precisato che “il problema sono soprattutto gli analisti, che non capiscono che abbiamo una cassa enorme”, e non “un flusso di cassa enorme” come riportato erroneamente in precedenza.

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