Milano, 5 mag. (LaPresse) – “Ogni nuova norma andrebbe valutata sulla base di un indicatore della sua capacità di respingere o attrarre gli investitori. E’ quello che serve anche alle imprese italiane per tornare a crescere”. Così Giuseppe Vegas, presidente della Consob, nel suo intervento a Piazza Affari in occasione della presentazione della ‘Relazione per l’anno 2013’. “La presenza di investitori esteri di natura finanziaria nel capitale delle società quotate deve essere interpretata come un segnale positivo di fiducia nel nostro mercato”, aveva premesso Vegas, anche perché sta definendo un riallineamento delle valutazioni azionarie dopo una sottovalutazione. Per il numero uno della Commissione “molti sono gli ostacoli e disincentivi che creano un frano agli investimenti” e agiscono su più piani “dal mercato del lavoro, alla possibilità di ottenere una rapida risoluzione delle controversia civili e commerciali, ai vincoli amministrativi e burocratici”. Vegas ha sottolineato che servono testi unici “formulati in linguaggio semplice e chiaro, facilemnte comprensibili anche agli investitori esteri”.
“BANCHE ITALIANE PENALIZZATE DA STESS TEST”. Da Asset quality review, Basilea III e stress test “potrebbero risultare penalizzati i sistemi bancari più tradizionali e con attivi più trasparenti e concentrati, come il nostro, su crediti alle imprese, titoli di Stato e immobili”, ha precisato Vegas. Inoltre, secondo Vegas, “la valutazione a prezzi di mercato delle esposizioni in titoli ddi Stato risulta discriminatoria per le banche italiane rispetto a quelle di altri Paesi che hanno esposizioni molto significative e non meno rischiose in derivati e titoli strutturati”.
“PRIVATIZZARE NON SOLO PER COPERTURE”. Vegas ha sottolineato ancora che le privatizzazioni non devono “costituire un mero strumento di copertura del fabbisogno finanziario, ma anche grazie agli effetti positivi sulla riduzione dello stock del debito, rappresentino un volano per lo sviluppo e el competitività”. Per il presidente della Commissione l’Italia si trova in una condizione “di equilibrio fragile. Ha compiuto rilevanti sforzi di risanamento dei conti pubblici, basati su rigorose politiche di riduzione della spesa corrente. Sta ora avviando le necessarie riforme strutturali, le sole in grado, insieme a una migliore regolazione del mercato, di incidere sull’efficienza e sulla competitività del nostro sistema produttivo”.
“TROPPA FINANZA PORTA RISCHI”. “L’eccessiva finanziarizzazione dell’economia rende i mercati distanti rispetto alla loro mossione di sostegno all’attività produttiva. Accentua i rischi di instabilità e di gravi crisi sistemiche”, ha avvertito Vegas. “La concorrenza tra ordinamenti giuridici si è trasformata in concorrenza fra sisteme di vigilanza” ha proseguito il presidente della Consob, che ha spiegato anche che “questa è la principale sfida che ci attende nel futuro. E’ in questo campo che si gioca la competitività del nostro sistema finanziario”.

