Generali, soci stranieri vicini al 35%, effetto Renzi sul Leone

Generali, soci stranieri vicini al 35%, effetto Renzi sul Leone

Di Jan Pellissier

Trieste, 30 apr. (LaPresse) – Anche Generali potrebbe presto avere una maggioranza dei soci straniera? L’ultimo tempio del capitalismo italiano non è sotto assedio, ma la crescita dei fondi nell’azionariato del Leone è evidente. Lo dimostra il dato relativo a quelli presenti in assemblea nel 2012: erano appena il 9,2% de capitale, oggi all’annuale riunione dei soci a Trieste erano saliti al 15,28%. Ma sono solo una piccola parte, molto meno della metà. Difatti già nel 2013, quando sull’Italia non investiva quasi nessuno, il 32,21% del monte dividendi relativi al 2012 di Generali era finito all’Estero. Oggi dati alla mano si potrebbe già essere oltre il 35%, ma forse nelle pieghe del libro soci si potrebbe arrivare anche oltre il 40% già per la distribuzione dei dividendi relativi al 2013.

Un anno fa nulla invogliava a scegliere l’Italia e Generali, ora tutto è diverso. L’anno scorso la società guidata da Mario Greco aveva distribuito un dividendo molto basso, ed il piano annunciato ad inizio dell’anno scorso iniziava a dare solo i primi timidi frutti. Anche sul fronte macro molte cose erano diverse: innanzitutto lo spread, poi non c’era quello che si può definire ‘l’effetto Renzi’ sul fronte della fiducia e della stabilità, che è l’elemento in più che i fondi stranieri sembrano aver scoperto nel nostro Paese. Un gigante come BlackRock, che ha masse gestite pari a oltre 4.320 miliardi di dollari, nel 2014 è entrato in partite assai meno remunerative di Generali, ad esempio Telecom e Mps. Senza dimenticare che entro il 2016, Mediobanca cederà un 3% di generali, scendedo dal 13 al 10%.

Ai fatti poi, lunedì scorso, il chairman Larry Fink ha anche aggiunto parole al miele sul nuovo premier, parlando al gotha della nostra economia: “C’è una grande speranza sull’Italia”. A riferirlo è stato proprio il presidente di Generali, Gabriele Galateri di Genola, e le sue parole trovano conferma nei piani altissimi anche di altre istituzioni finanziarie del nostro Paese. Ecco allora che ipotizzare che la stessa BlackRock, o altri fondi stranieri, sovrani e non, possano aver scelto Generali come investimento in Italia, a zero rischi è un’ipotesi che in queste settimane di euforia attorno alla nostra finanza finalmente sembra liberarsi dal giogo dei cosiddetti salotti, appare molto concreta. Una Generali in maggioranza straniera non è quindi più un tabù, d’altronde anche Unicredit oggi è a maggioranza straniera, e presto o sarà Alitalia.

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