Strasburgo (Francia), 12 dic. (LaPresse) – “Confido sul fatto che le altre componenti dell’Unione bancaria siano approvate entro la fine della legislatura del Parlamento europeo”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo di fronte all’Europarlamento riunito in seduta plenaria. Secondo Draghi la supervisione unica in seno alla Bce, che ha già avuto il via libera e deve solo diventare operativa, è “il cambiamento più significativo in Europa dalla nascita dell’euro”. Il presidente della Bce ha ricordato i “quattro pilastri” dell’unione economica e monetaria da completare, “unione bancaria , unione fiscale , unione economica e, infine, l’unione politica”. Draghi ha ricordato che anche il meccanismo di risoluzione unico per le banche “è di fondamentale importanza”. L’attuale legislazione dell’Europarlamento termina ad aprile con l’ultima plenaria. Se per allora anche il meccanismo per un fallimento ordinato delle banche sarà approvato “avremo un insieme forte di regole su capitale e liquidità”, ha dichiarato ancora Draghi, che ha fatto cenno a un “sistema di garanzia sui depositi più forte”. Draghi ha tuttavia sottolineato che l’Unione bancaria “non è la panacea per eliminare la frammentazione finanziaria”, è una “condizione necessaria ma non sufficiente a rompere il legame tra debiti sovrani e banche e ripristinare una crescita sostenibile”. Per Draghi si può permettere un corretto funzionamento del credito “solo se continuano l’attuazione di riforme strutturali e il consolidamento”.
“NON TORNARE A NAZIONALISMI”. “Occorre aver presente che non è il momento di tornare ai nazionalismi, un Paese sarebbe costretto a fare le riforme strutturali sia dentro sia fuori dall’euro”, ha affermato Draghi, evidenziando che la crisi “non è colpa dell’euro”, ma della “inazione di altri”.
“NON C’E’ DEFLAZIONE”. “Non vediamo deflazione” nell’eurozona, chiarito Draghi, ricordando che l’inflazione è sotto il 2% da “un prolungato periodo di tempo”. Il numero uno della Bce ha quindi ribadito che il mandato della Bce è quello di “garantire la stabilità dei prezzi in entrambe le direzioni”. La Bce è “consapevole dei rischi” da una bassa inflazione a lungo, ma “siamo pronti e e abbiamo la capacità di agire, perche’ disponiamo di tutti gli strumenti necessari per reagire”, ha spiegato ancora.
REHN: “BCE AIUTI CREDITO A PMI”. Per una “crescita sostenibile e “la creazione di posti di lavoro” occorre “rafforzare e sostenere il credito alle piccole e medie imprese”, ha dichiarato il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, intervenendo di fronte alla plenaria dell’Europarlamento. Rehn ha chiesto alla Bce di “mettere a punto un meccanismo di accesso al credito, partecipando ad attività sul modello del ‘funding for lending’ che sostiene i finanziamenti all’economia nel Regno Unito”. Il vertice Ue della prossima settimana “non sarà abbastanza audace e concreto”, ha sottolineato Rehn, se non metterà al centro il problema del credito alle Pmi. Con il presidente Draghi presente in aula, il commissario ha invitato “il consiglio direttivo” dell’Eurotower ad adottare misure per l’economia reale, precisando che “la Commissione è pronta a sostenere” l’istituto centrale di Francoforte. “Nel Regno Unito – ha chiarito Rehn – la crescita economica è più sostenuta che nell’eurozona”.

