Biennale Venezia 2026, scintille Giuli-Salvini. Il ministro della Cultura: “Con suo post pensavo facesse autocritica al suo assenteismo”

Biennale Venezia 2026, scintille Giuli-Salvini. Il ministro della Cultura: “Con suo post pensavo facesse autocritica al suo assenteismo”
Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse

Padiglioni baltici in solidarietà con l’Ucraina

“Alla Biennale a Venezia si doveva parlare di arte, invece si parla di arte di regime”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto ai microfoni di Sky Tg24. “Un accordo fatto alle spalle del governo. La premier ha chiarito che non siamo d’accordo, ma la Biennale è autonoma. In generale credo sia stata un’occasione mancata”, ha aggiunto. “Andrò a Venezia per visitare con piacere il padiglione dell’Italia”, ha detto ancora Giuli. “Non so se ci sarà Buttafuoco, gli ho scritto un messaggio di dissenso ma non ho avuto risposta”, ha aggiunto.

“Post Salvini? Sembrava autocritica al suo assenteismo”

“Quando l’ho visto ho pensato che fosse Salvini che fa autocritica”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto ai microfoni di Sky Tg24, sul post di Matteo Salvini, in cui diceva che gli assenti hanno sempre torto. Giuli ha risposto: “Vedi, Salvini che fa un post per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero. Poi invece ho capito che non era un’autocritica sul suo assenteismo, e rispetto la sua posizione. Non è un caso importante che Salvini prediliga la Biennale non del dissenso ma della disinformazione”.

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Padiglioni baltici in solidarietà con l’Ucraina

Ieri, mercoledì 6 maggio 2026, durante la preview della 61 Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, i padiglioni di Lituania, Lettonia ed Estonia hanno organizzato una camminata in solidarietà con l’Ucraina, il suo popolo, la sua cultura e i suoi artisti.
La camminata è stata dedicata agli operatori culturali ucraini che continuano a creare e a rappresentare il proprio Paese in condizioni di guerra, così come a coloro che hanno perso la vita a causa della violenza in corso. Esprime, inoltre, sostegno al patrimonio culturale dell’Ucraina, che viene sistematicamente danneggiato e cancellato, e richiama l’attenzione internazionale urgente sulla sua tutela.
Il percorso – con partenza dal Padiglione Lituania, attraversando l’Arsenale, sede del Padiglione Lettonia, e concludendosi al Padiglione Estonia – traccia una linea simbolica di connessione. Segna un impegno condiviso a restare uniti di fronte all’ingiustizia e sottolinea il ruolo della cultura come spazio di resilienza, memoria e libertà. Come sottolinea Lolita Jablonskiene, commissaria del Padiglione Lituania: “La solidarietà e il sostegno all’Ucraina devono continuare, affinché i suoi monumenti distrutti e la sua creatività contemporanea possano rinascere in qualcosa di nuovo. Insieme, cerchiamo di unire le persone e di trasformare questo impegno in un’azione di raccolta fondi che contribuisca a questa causa”.

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