“Ora è ufficiale: la cucina Italiana è Patrimonio dell’Unesco. L’ho sempre sostenuto: la cucina italiana è unica al mondo nel suo genere, infatti non è solo un insieme di piatti o ricette, ma è un rito d’amore, un linguaggio fatto di gesti, di profumi e sapori che tengono unito un Paese intero”. Lo fa sapere lo chef Massimo Bottura a seguito del riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’umanità per la cucina italiana, annunciato dall’assemblea Unesco in corso a Nuova Delhi.
“Attorno a una tavola apparecchiata l’Italia si riconosce: lì si condividono sogni, si litiga si fa pace , si tramandano memorie. Lo spiegai all’apertura del Refettorio di Parigi per noi, non è solo nutrirsi: è prendersi cura dei famigliari degli amici dei nostri ospiti nei nostri ristoranti o nei nostri Refettori”, aggiunge.
E prosegue: “Ogni regione custodisce una propria grammatica del gusto: un modo diverso di unire la farina all’acqua, l’olio alla luce, il tempo alla pazienza. In questa biodiversità di paesaggi, culture e tradizioni, sta la nostra vera ricchezza. La cucina italiana è un patrimonio immateriale vivente: costruito giorno dopo giorno da milioni di mani di contadini casari allevatori artigiani cuochi – spiega Bottura – Riconoscerla come Patrimonio dell’Umanità significa riconoscere la sua forza nel creare legami, nel costruire comunità e nel restituire dignità. Perché quando il gusto incontra la memoria non è più solo cucina: è cultura, è l’Italia che ogni giorno si rinnova cucinando per amore. Dobbiamo ringraziare per questo Maddalena Fossati per aver reso visibile l’invisibile ed averci creduto sempre – conclude lo chef – I ministri Lollobrigida e Giuli che insieme, Agricoltura e Cultura, hanno fatto squadra e lo si sà quando si gioca di squadra si vince e il sottosegretario Gianmarco Mazzi, una forza della natura”.
Coldiretti: “Cucina italiana vale 251 miliardi, +5% in un anno”
La cucina italiana vale oggi nel mondo ben 251 miliardi di euro, con una crescita del +5% rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte Foodservice Market Monitor 2025. I soli Stati Uniti e Cina rappresentano insieme oltre il 65% dei consumi globali per la cucina italiana. Così Coldiretti e Campagna Amica in occasione del via libera del Comitato riunito a Nuova Delhi.
Ma il riconoscimento è importante anche per fare chiarezza rispetto alla proliferazione dell’italian sounding, con oltre un italiano su due (53%) che all’estero si ritrova abitualmente a tavola pietanze e prodotti tricolori “taroccati”, fatti con ingredienti o procedure che non hanno nulla a che fare con la vera tradizione culinaria nazionale, secondo Ixe’.
Per sostenere la candidatura e valorizzarne il risultato Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, assieme al Ministero italiano degli esteri e della cooperazione internazionale, hanno promosso la creazione dell’Accademia della cultura enogastronomica italiana. Un’Accademia nata per favorire la formazione dei giovani aspiranti professionisti del settore: dalle scuole di cucina e alberghiere alle facoltà e dipartimenti universitari dedicati alle scienze gastronomiche, dell’alimentazione e agroalimentari, fino al mondo esteso dei professionisti che già operano sul cibo e nei servizi correlati (acquirenti, ristoratori, distributori, cuochi e pizzaioli, giornalisti ed influencer del cibo). Ma tra i destinatari ci sono anche le reti estere di rappresentanza e di promozione del settore agroalimentare nel mondo, con il supporto attivo delle Ambasciate. Partner del progetto sono anche la World Farmers Markets Coalition e la Fondazione Evoschool (Fondazione, promossa da Coldiretti e dal Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati e supportata da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano), oltre alla piattaforma “I love Italian food”, un’Associazione no profit che si compone attualmente di circa 25.000 contatti tra buyer, chef e pizzaioli, ristoratori, distributori, giornalisti e influencer.
Slow Food: “Riconoscimento cucina valorizza biodiversità e artigianalità”
“Oggi la cucina italiana diventa patrimonio Unesco. Si tratta di un riconoscimento anche alla straordinaria agrobiodiversità alla base della nostra cucina”. Così Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. “Una biodiversità su cui Slow Food lavora, valorizzandola, attraverso progetti come i Presìdi e l’Arca del Gusto, da quasi 40 anni. Il riconoscimento va anche all’artigianalità di contadine e contadini, cuoche e cuochi che con competenza e creatività hanno reso possibili le ricette conosciute in tutto il mondo, motivo di orgoglio, che continueremo a raccontare, tutelare e valorizzare”, conclude Nappini.
Unionfood: “Pasta ambasciatrice nel mondo, oltre 23 kg consumo in Italia”
La pasta è l’alimento più rappresentativo per 8 italiani su 10 ed è ambasciatrice dell’italianità per il 96,6%, con un consumo solo nella Penisola di 23,3 kg pro capite l’anno, il più alto al mondo. Sono alcune delle cifre elencate dall’Unione Italiana Food, associazione di categoria aderente a Confindustria, in occasione del riconoscimento Unesco alla cucina italiana. Il caffè conferma il suo ruolo sociale: 7 italiani su 10 lo bevono ogni giorno, per oltre 280mila tonnellate consumate (792 tazzine annue a testa).
Panettone e pandoro raggiungono le 90.000 tonnellate prodotte e 596,3 milioni di euro di valore, mentre il gelato supera 3,3 miliardi di porzioni, con l’Italia che mantiene un altro primato in Europa per produzione industriale per valore. Rimanendo nel comparto dolciario, la produzione di cacao e cioccolato, altra eccellenza italiana nel mondo, si è attestata sulle 372.665 tonnellate, con un incremento dei volumi esportati del +4,9% rispetto al 2023 (da 395.694 a 414.940 tonnellate), segno di una crescente valorizzazione e richiesta del prodotto sul mercato internazionale.
Tra i simboli del Made in Italy non possono mancare i prodotti da forno, che vantano una diversità regionale unica al mondo. Nel 2024 si sono confermati i più rilevanti all’interno del panorama dolciario italiano, sia in termini di mercato interno che sul fronte commercio estero, con una produzione di 1.463.994 tonnellate, per un valore generato di 7.937 milioni di euro. Tra i prodotti ortofrutticoli di IV e V gamma, succhi e nettari di frutta, ortaggi e conserve vegetali, si può osservare la predilezione dei consumatori verso prodotti con un posizionamento premium e a maggiore valore aggiunto, in molti casi accomunati da caratteristiche di praticità o conservabilità. In termini numerici, tutto il comparto dei prodotti vegetali ha prodotto 1.384.093 tonnellate. Cresce anche il ‘tradizionale evoluto’ dei surgelati, con oltre 1 milione di tonnellate consumate nel 2024, trainati dai vegetali surgelati, che mantengono viva la cultura del contorno all’italiana.

