Zerocalcare non sarà a ‘Più Libri Più Liberi’: “Ho i miei paletti”

Zerocalcare non sarà a ‘Più Libri Più Liberi’: “Ho i miei paletti”
Zerocalcare durante la 37a edizione del Salone internazionale del libro a Torino (Foto Alberto Gandolfo/LaPresse )

“Gente a cui voglio bene ha fatto scelte diverse”

Zerocalcare, con un post su Instagram, ha annunciato che non sarà presente alla prossima edizione di Più libri più liberi, cui partecipa la casa editrice Passaggio nel bosco, accusata di pubblicare testi di matrice neofascista.

“Ciao, purtroppo non sarò alla fiera romana Più libri Più Liberi – scrive il fumettista – Purtroppo ognuno c’ha i suoi paletti, questo è il mio. Quando l’ho deciso, quindici anni fa, mi pareva semplicissimo da applicare. Oggi è una specie di campo minato. Penso che questo ci costringa a rifletterne insieme, di più, e in modo più efficace. Gente a cui voglio bene ha fatto scelte diverse, sono sicuro che sapranno far sentire le loro voci e faccio il tifo per loro. Mi spiace davvero per chi veniva apposta, cercheremo di trovare un’altra occasione per chi voleva un disegnetto sul libro nuovo”.

Gli organizzatori: “Rispettiamo le sue posizioni”

“Conosciamo le posizioni di Zerocalcare e le rispettiamo, assolutamente. Ci mancherebbe”. Commentano così gli organizzatori di ‘Più Libri Più Liberi’, l’annuncio sui social del fumettista romano che ha deciso di dare forfait alla prossima edizione del Festival, suggerendo che la decisione non sia stata del tutto inaspettata. Non è la prima volta infatti che Zerocalcare decide di non partecipare ad una fiera per motivi politici.
Riguardo la polemica sulla vicenda che ha portato ad una lettera firmata da oltre 80 nomi della cultura – tra cui Alessandro Barbero, Antonio Scurati, lo stesso Zerocalcare, Anna Foa, Domenico Starnone, Christian Raimo, Caparezza e Stefano Feltri – che chiede all’Aie chiarimenti sulla scelta di accogliere la casa editrice Passaggio nel bosco, che promuove testi apologetici del fascismo, gli organizzatori dichiarano: “Per il momento non c’è nessun commento – e ribadisce che la linea ufficiale è già stata espressa – rimane la lettera di ieri di Innocenzo Cipolletta”. Il presidente dell’Associazione Italiana Editori aveva infatti sottolineato che “i capisaldi dell’editoria contemporanea sono due: il diritto d’autore e la libertà di edizione. Senza questi due pilastri, l’editoria, per come la conosciamo, crolla”. Nella lettera si leggeva inoltre che “sulla base di questi due capisaldi l’Aie dunque non sceglie chi sì e chi no: noi non ammettiamo gli editori sulla base delle loro linee editoriali – aveva fatto sapere Cipolletta – ma allo stesso tempo pretendiamo che questi sottoscrivano un contratto nel quale è esplicitato l’impegno ad aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani”.
Infine, sulla fiera in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre, nonostante le polemiche, gli organizzatori hanno confermato che non succederà “niente di diverso da quello che succede tutti gli anni – ha concluso – cioè una fiera che sta per cominciare con un programma vastissimo e tanti appuntamenti”.

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