Attentato Ranucci: interrogato per ore in carcere Saverio Mutone, uno degli esecutori

Attentato Ranucci: interrogato per ore in carcere Saverio Mutone, uno degli esecutori
Attentato esplosivo davanti casa del giornalista di inchiesta Rai Sigfrido Ranucci (foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse)

L’uomo è accusato di aver piazzato l’ordigno esplosivo davanti alla casa dell’ex conduttore di Report

Saverio Mutone, uno degli esecutori materiali dell’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, è stato ascoltato per diverse ore in carcere nella giornata di ieri. L’uomo è stato interrogato dal pm della Dda di Roma Edoardo De Santis, nel penitenziario romano di Rebibbia, dove è detenuto dal 30 giugno con l’accusa di essere uno degli esecutori materiali dell’attentato. Mutone ha confermato a inquirenti e investigatori di aver ricevuto il mandato da Gomes Tavares e che quest’ultimo era il factotum del faccendiere Valter Lavitola, amico di Ranucci arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato. All’interrogatorio, avvenuto nel giorni scorsi, ha partecipato l’avvocato Carolina Schettino, difensore di Mutone, che contattata da LaPresse ha confermato.

L’attentato a Sigfrido Ranucci

Il 16 ottobre del 2025 un ordigno artigianale esplose davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, nel comune di Pomezia in provincia di Roma. La deflagrazione provocò danni ma nessun ferito. Nel giugno scorso è arrivato l’arresto di quattro persone, tra le quali Mutone, nell’ambito delle indagini sull’attentato, sospettate di essere gli esecutori materiali. A luglio Valter Lavitola è stato indagato come presunto mandante e ad agosto è stato arrestato. L’imprenditore ha ammesso le sue responsabilità sostenendo di voler proteggere l’amico da un attentato “di cui aveva notizie”, facendogli così aumentare la scorta.

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