Don Biancalani rimosso dal Vaticano, scontro con Salvini: “Pensi ai trasporti”

Don Biancalani rimosso dal Vaticano, scontro con Salvini: “Pensi ai trasporti”
Foto Marco Bucco/LaPresse

Respinto il ricorso del sacerdote, noto per l’accoglienza ai migranti. La dura replica al ministro dopo il suo commento sui social

Don Massimo Biancalani, sacerdote noto per l’accoglienza ai migranti nella sua canonica e in chiesa, è stato rimosso dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. La Santa Sede ha infatti rigettato il ricorso del sacerdote. “Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo”, il commento via social del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

Le motivazioni della Santa Sede

Il procedimento canonico nei confronti di don Biancalani non riguarda violazioni disciplinari sulla condotta sacerdotale ma nasce da una valutazione di opportunità pastorale. Dopo aver rifiutato il trasferimento all’Ufficio missionario diocesano proposto nell’estate 2024 – soluzione individuata dal clero per dare continuità alla sua vocazione così integralmente solidaristica – e dopo la perdita della rappresentanza legale di Vicofaro, il sacerdote aveva adito le vie legali in base al diritto canonico (ex articoli 1732-1739). Il Dicastero per il Clero ha rigettato il ricorso presentato dal sacerdote contro il provvedimento avviato dall’ex vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli. Don Biancalani adesso ha comunque sessanta giorni di tempo per intentare un ulteriore ricorso al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. E ambienti a lui vicini fanno sapere che il sacerdote intenda avvalersi di questa opportunità che, però, non sospenderebbe l’efficacia del provvedimento.

Don Biancalani: “Da Salvini stupidaggini, pensi ai trasporti”

La decisione del Vaticano “è un problema. Qui si parla di comunità che accolgono, che hanno seguito un’idea pastorale di Papa Francesco. Comunità esposte su un tema delicato come quello dell’immigrazione. Questo provvedimento non ci agevola, ci mette in difficoltà. Anche perché io non sono più parroco. C’è dispiacere”, dice a LaPresse don Massimo Biancalani.

Il sacerdote replica poi al post del vicepremier Salvini: “Sono stupidaggini – dice don Biancalani – Salvini si occupi dei trasporti, di cose più importanti e lasci stare questioni che non lo riguardano. Lui salta addosso a questioni sensibili per racimolare qualche voto”.

Lega Toscana: “Lieti della rimozione di don Biancalani”

Anche la Lega Toscana si è schierata contro il sacerdote: “Le Autorità ecclesiastiche hanno deciso che don Biancalani non potrà più svolgere la sua funzione di parroco sia a Vicofaro che a Ramini, nella città di Pistoia. Si chiude, così, una lunga e tormentata storia, costellata da una fortemente criticabile gestione dell’immigrazione da parte dello stesso prete. Anni in cui i residenti hanno dovuto subire di tutto e gli stessi ospiti erano costretti a vivere in luoghi non certo idonei sotto vari punti di vista. Una vicenda che è stata seguita costantemente, anche con specifiche iniziative a sostegno degli abitanti, da parte, principalmente, della nostra Capogruppo in Consiglio comunale, Cinzia Cerdini e da tutta la Lega pistoiese”, afferma la Lega Toscana.

“Siamo lieti, dunque, che sia stata finalmente scritta la parola fine ad una sconsiderata gestione del fenomeno migratorio ad opera di don Biancalani. Anche molti cittadini di Pistoia, finalmente – conclude la Lega Toscana -, possono tirare un sospiro di sollievo, dopo lunghi periodi di quotidiana apprensione”.

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