Sono stati ritrovati questa mattina sul Col Cadorin, in provincia di Pordenone, ad una quota di circa 1700 metri, lungo il sentiero Marini i due escursionisti dispersi le cui ricerche erano iniziate ieri. L’elicottero B3 in servizio ricerca con i soccorritori del Veneto li ha avvistati ed ha poi sbarcato sul posto una squadra di tre tecnici del Soccorso Alpino del Veneto che era a bordo. I due escursionisti non hanno problemi sanitari ma sono stremati e sono stati recuperati in elicottero e portati al Rifugio Pordenone dove avevano lasciato la macchina e dove sono stati accolti dalle squadre del soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia. Dalle prime notizie erano fermi nello stesso punto sul sentiero Marini dal 2 luglio. Dei due escursionisti di Osimo non si aveva più notizia da mercoledì, da quando non c’era stato più alcun contatto telefonico da parte di familiari e amici, mentre la coppa, lei 38 anni, lui 42, si trovava sugli Spalti di Toro a camminare. Lunedì, scattato l’allarme una volta che non si erano presentati a lavoro, la loro macchina era stata rinvenuta ancora parcheggiata al Rifugio Pordenone ed erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l’impiego di mezzi e uomini di Soccorso alpino – Centro Cadore e Valcellina – Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri.
Le ricerche erano riprese stamattina
Martedì mattina alle 5.30, pur ipotizzando che fosse probabile si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, da lunedì impegnate nelle ricerche, si sono ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un’ulteriore indagine sul versante cadorino. Obiettivo della perlustrazione di questa mattina il Sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al Rifugio Pordenone, attraverso il Bivacco Gervasutti, considerato una possibile zona prioritaria. Era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo. Una squadra è stata quindi trasportata a Forcella Spe dall’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall’alto. Ed è stato dall’elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l’uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c’è stata la conferma. La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all’addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da lunedì. Partiti dal Rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, erano scesi al Rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe.
I due bloccati dalle condizioni del percorso
Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c’era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Ieri, dal loro racconto, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero. La coppia è stata poi imbarcata sull’elicottero dell’Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al Rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.

