La Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione, ha rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi dei principali imputati, rendendo definitiva la sentenza della Corte d’appello di Ancona dell’11 luglio 2025 per la strage di Corinaldo dell’8 dicembre 2018 nel locale “Lanterna Azzurra Clubbing”, dove morirono sei persone. Nel giudizio d’appello bis tutti gli imputati erano stati assolti dai reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Riconosciute invece alcune responsabilità minori legate al rilascio delle autorizzazioni: condanne con pena sospesa per l’ex sindaco Principi, Manna, Milani, Gallo, Martelli, Bruni e Tarsi. Assolto il gestore Quinto Cecchini. Per Cecchini Marco eliminata la pena per contravvenzione prescritta. Rigettate le domande risarcitorie. Nel processo d’appello bis, erano stati tutti assolti dai reati più gravi, compresa l’accusa di omicidio colposo plurimo, tutti e 9 gli imputati. Quella notte nella discoteca morirono sei persone, cinque minorenni e una donna di 39 anni, che aveva accompagnato la figlia al concerto di Sfera Ebbasta. Sotto accusa furono messe le presunte carenze nella sicurezza del locale e sulle procedure per le autorizzazioni. La corte d’Assise d’Appello di Ancora aveva assolto con la formula piena perché il fatto non sussiste, tutti gli imputati responsabili della sicurezza, dirigenti comunali, gestori del locale dove si verificò la tragedia e l’ex sindaco, che erano stati accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo sulla tragedia che accadde nella discoteca schiacciati dal crollo di un muro provocato da una fuga di massa dal locale causate dai vapori di spray al peperoncino spruzzato da un gruppo di giovani, che stavano rubando collanine già condannati per i reati specifici.
I giudici avevano assolto dalle due accuse più gravi tutti i responsabili della sicurezza e i firmatari delle autorizzazioni. I giudici di secondo grado avevano emesso condanne più lievi per alcuni degli imputati, accusati di reati legati al rilascio dei permessi per gli spettacoli danzanti richiesti dalla società Magic, che gestiva la discoteca la Lanterna. Tra questi, l’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi, è stato condannato a un anno, stessa condanna anche per il responsabile del Suap del comune di Corinaldo, Massimo Manna. Una condanna a un anno e due mesi è stata emessa nei confronti di Rodolfo Milani, un funzionario dei vigili del fuoco di Ancona, un anno per Francesco Gallo responsabile dell’Asur. Altre condanne a un anno erano state emesse nei confronti di Stefano Martelli, e Massimiliano Bruni, rispettivamente funzionario della polizia locale ed elettrotecnico. Quattro mesi invece è la condanna emesse nei confronti dell’ingegner Francesco Tarsi. Tutti gli imputati erano stati assolti con formula piena da omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Assolto il gestore della discoteca, Quinto Cecchini. L’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi, Francesco Galli (dell’Asur), Massimiliano Bruni (perito), Stefano Martelli (polizia locale) e Massimo Manna (Suap) sono stati condannati a un anno di reclusione. Rodolfo Milani (Vigile del fuoco) a un anno e 2 mesi. Francesco Tarsi (ingegnere) a 4 mesi. A tutti è stato riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena. Rigettata la richiesta di risarcimento danni.

