Stadio San Siro, perquisizioni in Comune Milano e società M-I s.r.l.. Indagato ex ad Inter Antonello

Stadio San Siro, perquisizioni in Comune Milano e società M-I s.r.l.. Indagato ex ad Inter Antonello
Stadio San Siro. Skyline dalla Torre Branca (Foto Stefano Porta / LaPresse)

Le indagini riguardano la compravendita dell’impianto. Abodi: “Bene volontà fare chiarezza e anche pulizia”

La Guardia di finanza di Milano sta eseguendo un decreto di perquisizione locale, con contestuale sequestro probatorio, nei confronti di nove indagati, di un soggetto terzo persona fisica non indagato e dei locali della società concessionaria dello stadio di San Siro ‘G. Meazza’ di Milano, la M-I s.r.l. di Milan e Inter.

Le indagini, delegate dalla locale autorità giudiziaria, riguardano la compravendita del compendio immobiliare della grande funzione urbana (G.F.U.) ‘San Siro’, comprensivo dello Stadio ‘G. Meazza’, conclusa con l’aggiudicazione ai due club meneghini Inter e Milan.

Indagato ex Ad Inter Antonello, Tancredi-Malangone accusati di rivelazione segreto

L’ex assessore alla rigenerazione urbana di Milano, Giancarlo Tancredi, e il direttore generale del Comune, Christian Malangone, sono indagati per rivelazione di segreto nell’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro a Milan e Inter.

Secondo quanto apprende LaPresse nel decreto di perquisizione da decine di pagine eseguito in mattinata dal Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano, coordinato dai pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi con l’aggiunto Paolo Ielo, si contesta all’ex assessore e al braccio destro del sindaco Giuseppe Sala la diffusione e l’anticipazione delle bozze di alcune delibere riguardanti il Meazza che sono state consegnate ai privati prima della loro approvazione.

Nell’inchiesta, composta anche da decine di chat acquisite la scorsa estate durante le perquisizioni nel filone sull’urbanistica per corruzione, sono invece indagati per turbativa d’asta in concorso sempre con Tancredi e Malangone, anche l’ex amministratore delegato dell’Inter fino al 2025, Alessandro Antonello e il manager nerazzurro Mark Van Huuksloot. L’ipotesi di aver pilotato la vendita è contestata anche a Ada Lucia De Cesaris, ex legale amministrativista dell’Inter ed ex vice sindaca di Milano nella giunta di Giuliano Pisapia, l’avvocata Marta Clara Spaini (collega di De Cesaris), il manager Giuseppe Bonomi, advisor del Milan per l’operazione di alienazione del Meazza, il consulente dei nerazzurri Fabrizio Grena e la dirigente di Palazzo Marino, Simona Collarini, ex Responsabile unico del procedimento per la vendita dell’impianto, ruolo ricoperto fino al 2021 anche dallo stesso Tancredi che gestì la prima conferenza dei servizi sulla vicenda.

Sono state eseguite perquisizioni presso terzi non indagati. Si tratta di advisor, persone fisiche e società. Agli atti c’è anche un provvedimento del gip di Milano, Roberto Crepaldi, che ha dovuto vistare le perquisizioni nei confronti degli avvocati iscritti sul registro degli indagati dalla Procura diretta da Marcello Viola, come prevede la legge a tutela della categoria forense. Le perquisizioni dei legali avvengono previa comunicazione all’ordine degli avvocati, alla presenza di un difensore e con il pubblico ministero titolare che la esegue personalmente.

I pm: “Bando vendita San Siro cucito su misura per Club”

Secondo le imputazioni della Procura di Milano, nel procedimento per la valorizzazione della Grande Funzione Urbana (GFU) ‘San Siro’, dirigenti comunali e rappresentanti delle società calcistiche di Milan e Inter avrebbero agito “attraverso accordi informali e collusioni tra loro”, con i quali “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’Avviso Pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”.

Le collusioni sarebbero consistite in “costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebite, documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo“, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”.

L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area GFU San Siro agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro.

Abodi: “Bene volontà fare chiarezza e anche pulizia”

“Il mio pensiero è che, di fronte a situazioni che richiedono accertamenti, dobbiamo sottolineare con soddisfazione la volontà di fare chiarezza da un lato e di fare pulizia dall’altro”. Lo ha detto il ministro dello Sport Andrea Abodi, a margine della celebrazione del 25esimo anniversario del Servizio Civile Universale a Rozzano, commentando i nuovi sviluppi nell’indagine sulla vendita dello stadio di San Siro. Interpellato dai cronisti sul rischio di ricadute per gli Europei e per la situazione degli stadi, Abodi ha respinto l’ipotesi di un blocco: “Si tratta di vicende indipendenti tra loro. Lo stadio è parte della società, non un mondo a sé. Così come nella società esistono pagine nere o comunque pagine che meritano di essere analizzate, altrettanto deve accadere all’interno degli stadi, dove poche persone non possono condizionare la vita di molti”.

Verri (Lega): “Troppe zone d’ombra in vendita San Siro”

“Siamo garantisti e confidiamo che gli indagati abbiano modo di chiarire le proprie posizioni nelle sedi opportune. Non possiamo però non denunciare, come diciamo da tempo, le troppe zone d’ombra e una gestione amministrativa frettolosa nella vendita di San Siro”. Lo dichiara Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano, in merito agli sviluppi dell’inchiesta della Procura milanese sulla vendita dello stadio di San Siro. “La velocità con cui la delibera sulla vendita è stata portata in aula, senza concedere ai consiglieri comunali il tempo e lo spazio necessari per discutere gli emendamenti nel merito, è stata un segnale d’allarme che non abbiamo mai smesso di lanciare. La scelta di utilizzare uno strumento come l’ ‘emendamento tagliola’ per stroncare il dibattito democratico in Consiglio dimostra che la priorità della maggioranza non era l’approfondimento dell’interesse collettivo, ma la blindatura di un percorso già tracciato”, aggiunge. “Le indiscrezioni su scambi di messaggi che già anni fa mettevano in guardia sui rischi di favorire interessi privati rispetto a quelli pubblici non fanno che confermare i nostri dubbi di allora. L’Amministrazione ha scelto di tirare dritto, ignorando le perplessità delle opposizioni e di parte della città. Vedremo se, anche di fronte a questi nuovi scenari giudiziari, chi guida la città continuerà a ostentare la solita serenità o se finalmente ammetterà che sulla gestione di San Siro qualcosa non ha funzionato”, conclude Verri.

Il Comune rinvia una conferenza stampa

La conferenza stampa per la fine dei lavori di restauro di Palazzo Marino prevista oggi, martedì 31 marzo, alle 11, in Sala Alessi, nella sede del Comune di Milano, è stata rinviata a data da destinarsi. Lo comunica il Comune di Milano in una nota. La comunicazione è arrivata dopo la notizia delle perquisizioni nell’ambito dell’indagine sulla vendita di San Siro.

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