Reggio Emilia, picchia e minaccia la moglie incinta: denunciato un 35enne

Reggio Emilia, picchia e minaccia la moglie incinta: denunciato un 35enne
Una pattuglia dei carabinieri. (Foto: Archivio LaPresse)

Le violenze andavano avanti da anni, in alcuni casi anche di fronte ai figli della coppia

Da Reggio Emilia una nuova vicenda di violenza domestica. Una spirale di vessazioni fisiche e psicologiche, iniziata nel 2019 e proseguita quasi ininterrottamente fino ai giorni scorsi, è stata interrotta dall’intervento dei Carabinieri di Reggiolo. Al centro della vicenda un uomo che, nel corso degli anni, avrebbe sottoposto la propria compagna a ripetuti episodi di aggressione, anche alla presenza dei figli minori. Le indagini hanno portato alla luce un quadro di violenze quotidiane, fatte di percosse, minacce e insulti denigratori, spesso scaturiti da motivi banali o da stati di alterazione dovuti all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Gravi condotte, quelle compiute dall’uomo nei confronti della donna, che dopo aver raccontato tutto ai carabinieri ha visto le forze dell’ordine denunciare il compagno di 35 anni alla Procura di Reggio Emilia diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci. All’uomo si contesta il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati.

Disposto l’allontanamento da casa e l’uso del braccialetto elettronico

La Procura della Repubblica preso il Tribunale di Reggio Emilia ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia l’applicazione della misura cautelare non custodiale dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, mantenendo una distanza di almeno 1.000 metri da detti luoghi; il divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo ed in qualsiasi modo con la persona offesa e con le persone alla stessa prossime quali parenti o legami affettivi, disponendo l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il braccialetto elettronico.

L’attività investigativa, scaturita dalle denunce della vittima e supportata da riscontri testimoniali e medici, ha documentato come l’indagato avesse instaurato un clima di terrore all’interno delle mura domestiche. Tra gli episodi più gravi emersi, figurano aggressioni fisiche con schiaffi e calci che hanno causato lesioni alla donna, oltre a minacce di morte e atti volti a isolarla socialmente, impedendole di frequentare amiche e familiari.

© Riproduzione Riservata