È terminato a palazzo Giustiniani, a Roma, l’incontro tra il presidente del Senato Ignazio La Russa e Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta ‘famiglia nel bosco‘. Il colloquio è durato circa mezz’ora. “Era mia intenzione stemperare il clima che si è creato intorno a questa vicenda. Non ho né i titoli né l’intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ne tantomeno voglio giudicare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Quello che spero possa essere utile è invitare tutti affinché vengano eliminate le rigidità di tutti, in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita, come è naturale, con i figli che possano stare con il padre e con la madre”, ha detto la Russa. I tre bambini della famiglia di Palmoli (Chieti) sono nella casa famiglia di Vasto. I minori, due gemelli di 6 anni e una bambina di 8 anni, sono stati separati dai genitori, Nathan Trevillon e Catherine Birmingham, lo scorso 20 novembre perché il casolare in cui abitavano era sprovvisto di servizi igienici e ai piccoli non sarebbe stata garantita una sufficiente istruzione. Un’ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila ai primi di marzo ha disposto il trasferimento dei piccoli in altra struttura e in Abruzzo non ci sarebbe possibilità di accoglierli nelle strutture contattate finora.
Avs: “La Russa spieghi a genitori che bimbi devono andare a scuola“
“Oggi il presidente del Senato riceve a Palazzo Giustiniani la famiglia Trevallion. Ci auguriamo che, ora che le urne referendarie sono chiuse e lo sciacallaggio può avere fine, abbia la saggezza di spiegare loro che tutti i bambini e le bambine in Italia hanno il diritto insopprimibile di essere istruiti e andare a scuola. Fino a qualche mese fa il Governo tuonava contro chi non manda i propri figli a scuola promettendo loro addirittura il carcere, oggi pare invece che abbiano cambiato idea”. Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs. “Il ministro Valditara non ha ancora inviato gli ispettori nella scuola paritaria che ha certificato l’assolvimento dell’obbligo scolastico per la bambina di 11 anni, nonostante – prosegue la deputata rossoverde della commissione Cultura alla Camera – pare che la bimba sappia a stento scrivere il proprio nome e nonostante lo avessimo esplicitamente chiesto con una interrogazione parlamentare: perché? Il Presidente del Senato chiederà che sia fatta chiarezza?”. “Noi di Avs pensiamo che questa vicenda debba concludersi con la tutela dell’interesse dei bambini che dovrebbero auspicabilmente tornare a vivere con i propri genitori ma potendo frequentare la scuola e recuperando pienamente il diritto alla socialità.


