Sciopero, dalla scuola agli uffici pubblici e servizi: ecco chi si ferma oggi

Sciopero, dalla scuola agli uffici pubblici e servizi: ecco chi si ferma oggi
Corteo studenti 9 marzo sciopero femminista (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Student procession March 9 feminist strike Milan – Italy – News Monday, 09 March, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

A Milano corteo studentesco contro la violenza di genere

Oggi, lunedì 9 marzo, è in programma uno sciopero generale di 24 ore proclamato da diversi sindacati di base, tra cui Cobas, Cub, Usb e Adl Cobas. Alla mobilitazione aderisce anche la Flc Cgil, con possibili ripercussioni soprattutto nel settore dell’istruzione – personale docente e non docente, sia della scuola pubblica sia privata – ma anche nella sanità, negli uffici pubblici, nel terziario, nel turismo e nei servizi. La Flc Cgil spiega che l’astensione dal lavoro è legata alle iniziative per la Giornata internazionale dei diritti delle donne.

Mobilitazione contro cultura “misogina e patriarcale”

“Proclamiamo un’intera giornata di sciopero nei settori di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale per riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere”, si legge in una nota del sindacato. L’organizzazione denuncia inoltre il permanere di una cultura “maschilista, misogina e patriarcale”, che si traduce in episodi di violenza e discriminazione. Nel documento si sottolinea anche come l’Italia continui a registrare livelli elevati di divario salariale di genere e una forte incidenza di lavoro povero e precario, mentre il lavoro di cura resta in gran parte sulle spalle delle donne e le professioni a maggiore presenza femminile risultano spesso tra le meno retribuite. Sulla stessa linea anche l’Usb, che invita a “incrociare le braccia contro la precarietà e per un salario dignitoso”.

Il 41% delle giovani madri ha contratti e salari ridotti

“Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo”, afferma il sindacato, accusando il governo di varare provvedimenti sulla parità salariale considerati “scatole vuote”. Secondo l’Usb, la condizione delle donne nel mercato del lavoro resta segnata da precarietà e rinunce: ogni anno oltre 60 mila madri lasciano l’occupazione per la carenza di servizi, mentre il 41% delle giovani madri è costretto ad accettare contratti ridotti e salari bassi a causa dei tagli al welfare. Le donne, sostiene il sindacato, finiscono così per diventare “il vero welfare del Paese”, supplendo alla mancanza di asili e assistenza agli anziani. Nel settore sanitario, pur con l’adesione di infermieri, oss, ostetriche, personale della riabilitazione e veterinari, saranno comunque garantiti i servizi essenziali. Nessun disagio invece è previsto per i trasporti: la Commissione di garanzia ha comunicato che il comparto è stato escluso dallo sciopero proclamato dalle organizzazioni promotrici.

A Milano corteo studentesco contro la violenza di genere

Alcune centinaia di studenti delle scuole milanesi hanno aderito questa mattina allo sciopero studentesco transfemminista indetto dai collettivi scolastici della città e da Non Una di Meno, con corteo partito da largo Cairoli alle 10. Uno striscione con la scritta “non sarete voi a definire il mio consenso” ha aperto il corteo, mentre tra gli slogan scanditi al megafono ricorrono “la notte ci piace ma vogliamo uscire in pace” e “proteggi tua figlia, educa tuo figlio”. “Siamo scese in piazza perché vogliamo rivendicare un’educazione sessuale libera, orientata al consenso, che parli anche delle donne trans”, ha dichiarato Micol, del Coordinamento dei Collettivi Scolastici. “Vogliamo che il ministro Valditara riconosca la problematica del patriarcato e che cerchi di affrontarla a partire dalle nuove generazioni, perché l’età della violenza si sta abbassando – La studentessa ha citato il femminicidio di Zoe Trinchero – Una nostra coetanea uccisa per aver detto no – e ha espresso solidarietà – A tutte le donne che stanno soffrendo in Iran, in Palestina e negli altri conflitti nel mondo”. I manifestanti hanno inoltre espresso dissenso nei confronti del ddl Buongiorno in materia di violenza sessuale. Nel corso della manifestazione, alcuni studenti del centro sociale Il Cantiere hanno esposto uno striscione ai piedi della statua di Garibaldi, in largo Cairoli, con la scritta “Pronto Buongiorno? Solo sì. Entusiasta è sì”, accompagnato da un cartone raffigurante una cornetta telefonica

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