Dodici militanti di CasaPound condannati a Bari per ricostituzione del partito fascista e manifestazioni fasciste. Si è concluso così il processo di primo grado per l’aggressione ai danni di alcuni manifestanti di sinistra avvenuta nel quartiere Libertà di Bari il 21 settembre 2018, al termine di un corteo organizzato per protestare contro un comizio di Matteo Salvini in città. Gli imputati, 12 condannati e 5 assolti, sono tutti esponenti di Casapound. Tra le quattro vittime dell’aggressione un assistente dell’allora eurodeputata di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e l’esponente di Sinistra italiana Claudio Riccio. Il giudice ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione 5 imputati per violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba (ricostituzione del disciolto partito fascista e manifestazioni usuali al disciolto partito fascista; altri 7 imputati sono stati condannati a 2 anni e 6 mesi per lo stesso reato e anche per lesioni aggravate, in quanto considerati coloro che hanno materialmente compiuto l’aggressione ai manifestanti.
Avvocato: “Giusto dare nome ad aggressione da squadraccia fascista”
“La sentenza ha confermato un principio già emerso in sede di riesame e per noi fondamentale, e cioè che un’aggressione di quel tipo, con modalità tipiche delle squadracce fasciste, va a integrare la fattispecie di reato di riorganizzazione del partito fascista, contestata dalla procura”. Così a LaPresse l’avvocata Paola Avitabile commenta la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Bari per 12 membri di Casapound imputati per violazione della legge Scelba, in relazione all’aggressione ai danni di manifestanti di sinistra avvenuta nel rione Libertà a Bari nel 2018. “È fondamentale che sia stato dato un nome a quell’aggressione brutale ai danni di persone indifese, avvenuta in una strada buia di una nostra città”, aggiunge Abitabile che nel processo ha difeso Claudio Riccio, una delle vittime dell’aggressione.
Pd e Avs: “Sciogliere Casapound“
Immediate le reazioni politiche alla sentenza. Dalle opposizioni c’è chi chiede lo scioglimento di CasaPound. Per Angelo Bonelli questa condanna “conferma ciò che denunciamo da anni: Casapound è un’organizzazione neofascista e violenta, non un centro culturale. Chiediamo lo scioglimento immediato di Casapound e l’immediato sgombero dell’immobile di proprietà dello Stato che occupa a Roma. Non è tollerabile che un’organizzazione che si richiama al fascismo continui a usufruire di spazi pubblici”, ha dichiarato il deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Le dichiarazioni di Vannacci, che ha parlato di ‘porte aperte’ a Casapound, sono un fatto politico gravissimo. E la destra meloniana, tenendo aperte le porte a Vannacci, finisce per legittimare quell’area neofascista. Oggi è un’alleanza politica dichiarata, domani potrebbe diventare un asse organico con pezzi della maggioranza. La sentenza di Bari è un punto fermo. Ora la politica e il governo devono scegliere da che parte stare: con la Costituzione antifascista o con chi la calpesta e fa i pestaggi”, aggiunge.
Dal Pd a parlare è il senatore Dario Parrini. “Do una notizia preziosa a chi fa finta di non sapere cosa è CasaPound (organizzazione violenta e fascista) e cosa dice la nostra Costituzione in sede di XII disposizione transitoria e finale. E anche a chi fa finta di non capire la necessità che si arrivi rapidamente non solo allo sgombero dell’immobile romano illegalmente occupato dai sedicenti “fascisti del Terzo Millennio” ma anche allo scioglimento di questo movimento tossico per la democrazia e pericoloso anche sul piano dell’ordine pubblico”, scrive in un post su Facebook il senatore dem, vicepresidente della commissione Affari costituzionali. “. “La notizia è questa. Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni. Sette di loro sono stati condannati anche per lesioni. Ai primi cinque è stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, agli altri sette 2 anni e 6 mesi di reclusione. Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini“, ha aggiunto.

