Ylenia Musella uccisa a Napoli, lite iniziata per pipì del cane. Il fratello resta in carcere

Ylenia Musella uccisa a Napoli, lite iniziata per pipì del cane. Il fratello resta in carcere
Ylenia Musella (Foto da Facebook)

Sarebbe scoppiato a causa del cane, il litigio tra fratello e sorella culminato martedì scorso nell’omicidio di Ylenia Musella, 22enne uccisa con una coltellata alla schiena a Napoli. Il 25enne Giovanni Musella, reo confesso dell’omicidio e da mercoledì mattina rinchiuso nel carcere di Secondigliano, nell’udienza di convalida ha confermato la sua versione dei fatti fornita all’alba di mercoledì in Questura, dove si è costituito con il suo avvocato Andrea Fabbozzo che lo difende insieme all’avvocato Leopoldo Perone.

La ricostruzione del fratello

Secondo la sua ricostruzione, il litigio sarebbe partito dalla pipì del cane che, a dire del 25enne, anche a causa del comportamento di Ylenia avrebbe sporcato il suo letto mentre lui era in bagno. I due sono arrivati alle mani e la 22enne sarebbe uscita dall’abitazione, davanti alla quale la ragazza si è ritrovata davanti il cane e lo avrebbe colpito con un calcio. Il 25enne avrebbe quindi preso un coltello e lo avrebbe lanciato verso la sorella, senza però volerla realmente colpire né tantomeno ucciderla. La versione non convince i pm della Procura di Napoli titolari del fascicolo, Ciro Capasso e Valeria Vinci, che nel decreto di fermo contestano al ragazzo il reato di omicidio volontario con l’aggravante dei motivi futili; versione condivisa dal gip, che in sede di udienza di convalida ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere.

Giovanni Musella resta in carcere

Resta dunque in carcere Giovanni Musella, 25enne accusato dell’omicidio della sorella Ylenia martedì 3 febbraio a Napoli, nel rione Conocal, con una coltellata alla schiena. Lo ha deciso la gip del Tribunale di Napoli Maria Rosaria Aufieri dopo l’udienza di convalida del fermo emesso dalla Procura partenopea nei confronti del 25enne, detenuto nel carcere di Secondigliano.

Di quanto accaduto, secondo la difesa, ci sarebbero tre testimoni, di cui uno già ascoltato dalla Procura. Gli avvocati Andrea Fabbozzo e Leopoldo Pirone, difensori del 25enne, hanno chiesto la riqualificazione del reato contestato, omicidio volontario, in preterintenzionale, facendo cadere l’aggravante dei motivi futili. Il gip ha invece confermato quanto ricostruito dalla Procura ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli avvocati valuteranno ora se ricorrere al Riesame.

Moralmente distrutto, dilaniato e che non riesce a capacitarsi di quanto accaduto. Così è apparso davanti al gip di Napoli Musella. Il 25enne in udienza di convalida del fermo ha confermato la versione dell’accaduto fornita agli agenti della Squadra mobile e al pm della Procura di Napoli Ciro Capasso quando, all’alba di mercoledì, si è presentato in Questura per costituirsi dopo aver fatto perdere le sue tracce per alcune ore.

Fatale una piccola lesione dell’aorta

Sarebbe stata una lesione di circa un millimetro dell’aorta a causare la morte di Ylenia Musella, 22enne uccisa martedì scorso dal fratello Giovanni dopo un litigio scoppiato nella loro abitazione nel rione Conocal, a Napoli. La lesione, secondo la difesa del ragazzo che si è avvalsa di un perito per l’autopsia, sarebbe plausibile con la versione fornita dal 25enne, che a suo dire avrebbe lanciato il coltello verso la sorella senza intenzione di ferirla o ucciderla. Se il coltello sia stato lanciato o se la coltellata sia frutto di un colpo diretto sarà chiarito dai risultati dell’autopsia, eseguita nella giornata di ieri. Secondo la Procura di Napoli si tratta invece di omicidio volontario con l’aggravante dei motivi futili, versione condivisa dal gip che in udienza di convalida ha convalidato il fermo.

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