Fermato un indagato per l’omicidio di Aurora Livoli, la 19enne di Fondi, in provincia di Latina, trovata morta nel cortile di un palazzo in via privata Paruta 74, lo scorso 29 dicembre a Milano. Nella giornata di oggi è iniziata l’autopsia sul corpo della ragazza: poco prima dell’inizio sono arrivati i genitori, con un mazzo di fiori, accompagnati dallo zio, l’avvocato Massimo Basile.

56enne indagato per morte Aurora: ha precedenti per violenza sessuale
Il 56enne di origine peruviana indagato nel caso di Aurora Livoli è stato fermato nella serata del 30 dicembre a Milano, quando i militari del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, hanno proceduto al rintraccio e al fermo di Polizia Giudiziaria nei confronti dell’uomo – che ha precedenti per violenza sessuale ed è irregolare sul territorio nazionale – in quanto gravemente indiziato di tentata rapina aggravata commessa ai danni di una 19enne peruviana. L’uomo, nella serata del 28 dicembre, all’interno della stazione metropolitana M2 Cimiano, aveva aggredito violentemente alle spalle la giovane rimasta sola sulla banchina, impossessandosi del suo telefono cellulare, stringendola prolungatamente al collo con un braccio e tenendole la bocca chiusa con l’altra mano per impedirle di richiedere aiuto. Mentre la stava trascinando in un angolo della stazione, la giovane, vedendo l’arrivo di un treno, ha tentato di divincolarsi, riuscendo a reimpossessarsi del telefono e venendo poi soccorsa dai passanti, mentre il 56enne si dava alla fuga, facendo perdere le proprie tracce, tentando anche di mascherarsi tra i passanti indossando il giubbotto double face al contrario.Ulteriori accertamenti, ancora in corso da parte dei carabinieri, hanno poi fatto ricondurre gravi indizi di colpevolezza a carico dello stesso uomo in ordine al rinvenimento del cadavere di Aurora Livoli.
Lo zio: “Ora anche noi aspettiamo risposte”
“Aurora si era diplomata all’istituto Pacinotti di Fondi. Poi, in famiglia eravamo rimasti molto lusingati perché aveva preso a frequentare l’Università. Si era iscritta a Scienze Chimiche alla Sapienza di Roma. Da Fondi a Roma si può fare il pendolare, il treno ci mette un’oretta. La situazione è precipitata così, ora aspettiamo anche noi delle risposte. Non aveva mai manifestato disagi psicologici, diciamo patologici, solo cose fisiologiche ma nulla di patologico, diciamo situazioni generazionali”. Così Massimo Basile, zio di Aurora Livoli.
Il toccante messaggio dei genitori nel luogo della morte di Aurora
“Con amore immenso alla gioia di mamma e papà, Aurora nostra”. È il messaggio lasciato, insieme a un mazzo di fiori bianchi, dai genitori di Aurora Livoli in via privata Paruta 74, a Milano, nel cortile dove la loro figlia diciannovenne è stata trovata morta la mattina del 29 dicembre. I genitori della giovane questa mattina hanno riconosciuto il corpo all’Istituto di medicina legale, dove hanno anche consegnato alcuni oggetti personali della ragazza per l’estrazione del Dna, procedura necessaria perché Aurora era figlia adottiva della coppia.

