Oltre 100 le donne uccise nel 2024

Donne e lavoratori. Se dovessimo scegliere i ‘protagonisti’ della cronaca del 2024 purtroppo sarebbero ancora loro. Vittime innocenti di stragi che anche quest’anno hanno visto numeri assurdi, troppo alti. Le prime sono le donne uccise nel corso degli ultimi 365 giorni o poco meno, oltre 100 (109 quando scriviamo), di cui oltre la metà (59) per mano di compagni, mariti o ex. Un copione che si ripete da anni, potremmo dire da sempre, straniante e straziante, che è il culmine, fatale, di rapporti segnati da violenze continue, psicologiche, economiche, sociali e solo dopo anche fisiche.

Tra loro anche una ragazzina di 13 anni, Aurora, precipitata dall’ottavo piano del palazzo dove viveva a Piacenza. A essere fermato il fidanzato della ragazzina, di soli 15 anni: per lui l’accusa è di omicidio volontario, lui avrebbe spinto giù la 13enne. La violenza contro le donne è dunque uno dei tristi protagonisti del 2024, anno che ha visto anche due condanne simbolo. Sono quelle di Alessandro Impagnatiello e Filippo Turetta. Il primo è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno di 18 mesi per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano, uccisa quando era incinta di 7 mesi del figlio della coppia, Thiago. La condanna è arrivata il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Ergastolo anche per il secondo, condannato per il femminicidio della ex fidanzata Giulia Cecchettin il 3 dicembre. A entrambi non sono stare riconosciute alcune delle aggravanti contestate, i futili motivi al primo, la crudeltà e lo stalking al secondo. Il 2024 ha visto allungarsi la lista dei morti sul lavoro, uno stillicidio quotidiano a cui quest’anno si sono aggiunte delle vere stragi. Quattro i casi che hanno segnato l’anno che si sta per chiudere: il crollo nel cantiere Esselunga in via Mariti a Firenze (16 febbraio, 5 morti), l’esplosione alla centrale idroelettrica di Enel Green Power a Suviana, nel Bolognese (9 aprile, 7 morti), la tragedia di Casteldaccia a Palermo (6 maggio, 5 morti), l’esplosione al deposito di idrocarburi Eni di Calenzano, alle porte di Firenze (9 dicembre, 5 morti). In mezzo oltre 870 altre vittime (890 gli incidenti mortali sul lavoro nei primi mesi dell’anno registrati dall’Inail), padri, madri, fratelli, amici che sono usciti di casa per andare a lavorare e che non sono mai più tornati. A segnare l’anno anche una scia di sangue che ha scosso alle fondamenta uno dei pilastri della società di oggi: la famiglia. Tre le stragi avvenute all’interno delle mura domestiche. I

l 12 febbraio l’orrore ad Altavilla Milicia, nel Palermitano: Giovanni Barreca, 54 anni, uccide la moglie 31enne Antonella Salamone e i due figli maschi, Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5. L’uomo è convinto che la famiglia sia posseduta dal demonio e per questo prima li tortura, poi li uccide i due figli, strangolandoli: il corpo della moglie viene trovato carbonizzato nel giardino di casa. Unica a salvarsi la figlia 17enne che poi, si scoprirà, potrebbe aver avuto parte attiva, così come la coppia di ‘santoni‘, Sabrina Fina e Massimo Carandente. Barreca a fine ottobre viene dichiarato ‘incapace di intendere e volere’. La notte tra il 31 agosto e il 1 settembre a Paderno Dugnano, nel Milanese, un 17enne stermina la sua famiglia e uccide i genitori e il fratello 12enne: saranno 68 le coltellate inflitte ai tre familiari.

A spiegare il perché di quella violenza lo stesso 17enne. “Volevo cancellare tutta la mia vita. Ci pensavo da un po’”. Il 25 settembre il teatro della tragedia è Nuoro dove Roberto Gleboni, 52 anni, stermina la sua famiglia a colpi di arma da fuoco: muoiono la moglie Giuseppina Massetti, di 43 anni, due dei figli della coppia, Martina, di 25, Francesco, di 10 e il vicino di casa, Paolo Sanna, 69 anni. Il 9 novembre muore anche la madre dell’uomo, Maria Esterina Riccardi, colpita alla testa e ricoverata in gravissime condizioni. L’unico sopravvissuto della mattanza è il figlio 14enne.Tra i casi di cronaca che hanno segnato l’anno c’è anche l’omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne uccisa nella notte tra il 29 e il 30 luglio a Terno d’Isola, nella Bergamasca.

La donna era uscita di casa a tarda serata per una passeggiata: si stava per sposare e voleva perdere peso. Non tornerà più a casa, raggiunta da coltellate al petto e alla schiena. Le indagini partono serrate. Il fidanzato, Sergio Ruocco, viene sentito dagli inquirenti più di una volta come persona informata dei fatti: mai indagato, si trasferisce dai genitori di Sharon che faranno da scudo contro gli assalti della stampa. Il 31 agosto arriva la svolta. Viene fermato Moussa Sangare, gli inquirenti non hanno dubbi, è lui l’uomo che si vede nelle telecamere allontanarsi velocemente in bicicletta dal luogo e nell’ora dell’omicidio. Il 31enne, residente a Suisio e originario del Mali, confessa e dice di aver sentito di “dover compiere questo gesto”, di “sentire l’impulso di accoltellare”. Prima di incontrare Sharon aveva minacciato due giovani e tre uomini, si era esercitato a colpire una statua.

Per la gip Raffaella Mascarino, che ha convalidato l’arresto, Sangare aveva individuato in Sharon – una donna sola, che camminava con le cuffiette – come il “soggetto giusto” e anche il “più vulnerabile” sul quale riversare quel “desiderio di provare realmente emozioni forti, in grado di scatenare nel suo animo quella scarica di adrenalina, seguita da uno stato di benessere e comfort”.Ai primi di agosto arriva da Traversetolo, comune alle porte di Parma, una delle storie più sconvolgenti del 2024. Il 9 agosto viene trovato il corpo di un neonato sepolto nel giardino di una villetta del piccolo comune, qualche giorno dopo viene confermato il ritrovamento delle ossa di un altro neonato, sempre nello stesso giardino, poco distanti dalla finestra della camera di Chiara Petrolini, 21 anni. La ragazza vive lì con la famiglia e, al momento dei ritrovamenti, è negli Usa in vacanza con tutti loro. A metà settembre la verità arriva dagli esami disposti dalla Procura di Parma: Petrolini era rimasta incinta del fidanzato per due volte, per due ha nascosto la gravidanza, ha partorito da sola nella villetta e ha sepolto i neonati nel giardino di casa.

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