“Ringrazio tutti. Tutti coloro che sono qui a dare l’ultimo saluto a mia moglie”. Con queste parole, Jose Huarcaya, marito di Rocío Espinoza Romero, ha accolto le circa 200 persone presenti alle esequie della 34enne travolta e uccisa da un tir mercoledì 11 dicembre mentre attraversava viale Renato Serra a Milano. All’uscita del feretro dalla chiesa di Sant’Ildefonso, palloncini bianchi e rosa sono stati lanciati in aria. Su uno di essi campeggiava una scritta in spagnolo: “Sempre ti ricorderò con gratitudine e affetto mia bella Rocío”. Alla cerimonia erano presenti anche i due gemellini, figli della donna, che mercoledì scorso sono stati salvati dal gesto eroico della madre: Rocío aveva spinto la loro carrozzina e la nonna lontano dal camion che stava per travolgerli. “C’è una novità sull’inchiesta. Abbiamo presentato la richiesta per la nostra costituzione sia in sede penale che in sede civile. La compagnia assicuratrice deve risarcire il danno, e gli aventi diritto includono tutti gli eredi, oltre ai congiunti. Abbiamo dunque attivato sia la tutela civile che quella penale”, ha dichiarato l’avvocato Paolo Vinci, legale della famiglia, al termine della cerimonia funebre.
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