“La violenza contro le donne è un fenomeno criminale come la mafia solo conoscendolo si possono migliorare gli strumenti di protezione“. Così, all’agenzia LaPresse il procuratore Capo di Tivoli, Francesco Menditto, pioniere della cosiddetta azione ‘integrata’ per fare emergere i reati di violenza di genere, nei confronti dei minori e per la tutela delle vittime di violenza. Il Procuratore capo di Tivoli, Menditto, ha adottato una specifica direttiva alla polizia giudiziaria e Linee guida per l’applicazione del Codice Rosso: “In questa Procura della Repubblica, grazie all’azione collettiva e allo sforzo collettivo, in 5 anni le denunce per violenza domestica sono raddoppiate e nell’ultimo anno abbiamo registrato un aumento del 30%“, ha quindi affermato Menditto, che è poi entrato nei dettagli dell’azione della procura: “Bisognerebbe introdurre il reato di femminicidio, che esiste in molti paesi dell’America Latina, che ci consentirebbe di lavorare meglio e riconoscere la specifica violenza ai danni delle donne e creare il delitto di violenza domestica, mentre attualmente applichiamo il delitto di maltrattamenti che è complesso da dimostrare mentre quello specifico sarebbe più facile da provare. In Italia abbiamo delle leggi tra le più efficaci nel Mondo e in Europa. Il vero problema è l’attuazione e l’applicazione che avviene a macchia di leopardo. In molti territori le donne hanno paura delle istituzioni. Il lavoro da fare quindi è quello dell’attuazione“. Un focus particolare è stato quindi fatto sull’efficacia dei braccialetti elettronici, il cui utilizzo è aumentato nel territorio di Tivoli del 1900%: “Per dare tutela alle donne, se è necessario dobbiamo dare il carcere agli autori dei maltrattamenti, gli arresti domiciliari e, se sufficiente, il divieto di avvicinamento, quindi una sanzione se si avvicina a meno di 500 metri dalla vittima. Per garantire il rispetto del provvedimento esiste il braccialetto elettronico, ora è diventato obbligatorio, a Tivoli lo abbiamo applicato da molti anni, è utile ed efficace, prima dell’obbligatorietà se ne applicavano solo 25 al mese, oggi 500 al mese, quindi l’uso è stato moltiplicato per 20. E’ un sistema molto efficace ma essendocene molti da controllare ci sono delle criticità e stiamo lavorando per eliminarle. La riduzione del fenomeno della violenza alle donne è complicata, l’aumento delle denunce e quello delle misure di protezione: abbiamo 1.300 procedimenti penali all’anno per il codice rosso, e su una media di 250 casi otteniamo misure di protezione. Il fenomeno della violenza è strutturale e viene da secoli e dalla discriminazione della donna e dalla mancanza di rispetto che spesso noi uomini abbiamo nei confronti delle donne. Queste ultime, spesso neanche riconoscono quando ci sono atti di violenza come ad esempio il controllo ossessivo“. Infine, Menditto chiarisce come ci sia stato un aggiornamento della legislazione sul tema. ‘Il nuovo Codice Rosso – Il contrasto alla violenza di genere e ai danni delle donne nel diritto sovranazionale e interno’: è l’ultimo testo giuridico, edito da Giuffrè editore, scritto a quattro mani, dal procuratore Capo di Tivoli, Francesco Menditto, e dalla consigliera della Corte di Cassazione Paola Di Nicola Travaglini, dove viene data considerazione anche alle fonti giuridiche sovranazionali nonché alla nostra Costituzione. “Nel volume è riportato stato attuale della giurisprudenza e forniamo l’interpretazione alla giurisprudenza innovativa in questo campo per aumentare la protezione delle vittime” ha concluso Menditto.
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