Il poligono di tiro di Tor di Quinto è sotto la lente degli inquirenti che indagano sulla strage di Fidene. I carabinieri hanno acquisito carte e documentazioni nel luogo dove domenica mattina Claudio Campiti, 57 anni, ha preso la pistola con la quale ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre tre alla riunione del consorzio Valle verde, nel quartiere alla periferia nord di Roma.
Acquisiti anche i verbali di ingresso e uscita dell’uomo, che da tempo frequentava il poligono e ieri si è allontanato con l’arma, senza aver sparato, prima di recarsi sul luogo della strage. Alle accuse di triplice omicidio aggravato dal pericolo di fuga, dalla premeditazione e dai futili motivi, potrebbe dunque aggiungersi quella di appropriazione indebita. Come si legge nel decreto di fermo, Campiti ha chiesto “espressamente” al poligono “una Glock calibro 45 che già aveva operato in passato”. Scrivono gli inquirenti: “Si deve ritenere che, dopo aver ritirato un’arma che sapeva utilizzare bene e numerosissimi proiettili (circa 170) si fosse immediatamente allontanato dal poligono dirigendosi verso il bar”, “dove sapeva essere riunita l’assemblea del Consorzio Valle Verde convocata per le ore 9”.
Chi indaga, però, vuole chiarire anche eventuali responsabilità di chi era chiamato a vigilare nel poligono e a tale proposito vengono analizzati anche i video delle telecamere di sicurezza. Al momento, tuttavia, non ci sono altri indagati.
Secondo quanto risulta dalle indagini, Campiti era iscritto al poligono di Tor di Quinto dal 2018 ed era un tiratore mediamente esperto, un’ipotesi avvalorata anche dal fatto che i colpi sparati dalla Glock 45 abbiano colpito le persone uccise su parti vitali. Nella perquisizione in casa dell’uomo, inoltre, sono stati sequestrati un coltello da sub e una fototrappola che l’uomo usava come telecamera di sorveglianza.
Quello delle armi era un tema ricorrente anche nei profili social di Campiti: sul suo account Facebook tra le pagine seguite ce ne sono numerose dedicate alle armi. “Militaria ingrosso’, ‘Armi e tiro’, ‘La Vetrina delle Armi’, ‘Calibro 22’, ‘Armi, manutenzione e uso’, ‘Armi da fuoco’ sono alcuni esempi.
Intanto, dopo la notte trascorsa in rianimazione, restano “molto gravi” le condizioni di Fabiana De Angelis, ricoverata ieri presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea a Roma a seguito della sparatoria. “Nelle prossime ore verrà ripetuta la diagnostica strumentale. La paziente resta sotto stretto controllo medico, in prognosi riservata”, fanno sapere dall’ospedale. Migliorano invece le condizioni di Bruna Martelli, ricoverata al Policlinico Umberto I, che “resta sotto osservazione ma le sue condizioni sono buone, non è più in prognosi riservata”. Silvio Paganini, l’uomo che ha disarmato Claudio Campiti ed è rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco al volto durante la colluttazione, “sarà dimesso oggi” dal Policlinico Agostino Gemelli.
Gli inquirenti: “Campiti premeditò nei minimi particolari”
Secondo gli inquirenti che hanno emesso il decreto di fermo su Claudio Campiti, la strage di Fidene sarebbe stata “premeditata fin nei minimi particolari“. Ad avvalorare l’ipotesi investigativa il fatto che “da anni non partecipava ad un’assemblea del Consorzio; quindi già la sua presenza sul luogo dell’assemblea può ritenersi per certi versi ‘anomala’”. Inoltre l’uomo, una volta arrivato al dehor in via Monte Giberto, “si dirigeva verso il tavolo del consiglio di amministrazione e iniziava a sparare“, e questo per gli inquirenti “costituisce la miglior riprova che non si fosse recato presso il bar ‘Il posto giusto’ per partecipare all’assemblea”.
Dopo essere stato bloccato, Campiti avrebbe urlato contro i condòmini: “Maledetti, mi avete lasciato sei anni senza acqua“.

