In un suo post ai nomi delle testate del gruppo Gedi vengono affiancate due caricature di matrice antisemita

Monica Amore, post di scuseDevo essere onesta, proprio non mi ero accorta delle vignette“. Così Monica Amore, consigliera M5S di Torino finita al centro delle polemiche per il suo post su Facebook nel quale ai nomi delle testate del gruppo Gedi vengono affiancate due caricature di matrice antisemita, commenta l’accaduto con LaPresse. “Non volevo aizzare una polemica antisemita, lungi da me – aggiunge – Ho rimosso il post e fatto le mie scuse, non era il messaggio che volevo trapelasse. Volevo far notare che tante testate fanno parte del gruppo Gedi. Se mi fossi accorta di quelle vignette mai l’avrei pubblicato”. Amore, dispiaciuta per l’accaduto, si rivolge al direttore di La Stampa Massimo Giannini che alla vicenda ha dedicato un editoriale: “Mi ha definita infame e indegna. Sono parole pesanti”. Così come pesanti sono gli insulti che ha ricevuto sui social, tanto da aver deciso di cambiare le impostazioni della privacy sul suo profilo: “Mi danno della schifosa, della fascista, della bestia, della bastarda. E’ una cosa terribile a livello umano”. La consigliera pentastellata chiede ancora scusa: “Chiedo venia, è colpa mia. Non ci ho fatto caso. E’ stata una svista. Sono desolata e amareggiata. Ho peccato di superficialità”. Da lei e dal post ha preso subito le distanze la sindaca Chiara Appendino: “E’ giusto, lei ricopre un ruolo. Ma mi conosce bene, sa che l’intenzione era un’altra. Ho sentito il gruppo consiliare, mi conoscono da tanto tempo, sanno che non l’ho fatto con quella intenzione”. E ora, ci saranno ripercussioni? “Non so cosa succederà”.

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