Vaccini: D-Day su obbligo per scuole e forze dell’ordine, mille poliziotti sospesi

Vaccini: D-Day su obbligo per scuole e forze dell’ordine, mille poliziotti sospesi

Stretta sulle forze di polizia, militari e personale scolastico

Prima giornata di controlli sull’obbligo vaccinale tra le forze dell’ordine, il personale scolastico, quello sanitario e socio-sanitario. Per chi, tra loro, fa parte della categoria degli ‘irriducibili’ da ieri la vita è diventata dura: la scelta, infatti, è tra il vaccino anti-covid o la sospensione a stipendio zero. Quelli che, al momento del controllo, non dovessero risultare vaccinati (o quantomeno guariti) avranno 5 giorni di tempo per mettersi in regola, prenotando entro 20 giorni la dose. Solo in questo modo potranno scongiurare la sospensione. 

A scuola la piattaforma avviata dal ministero dell’Istruzione per i controlli sui dirigenti e sul personale Ata “sta funzionando correttamente” e “senza criticità”, assicurano da viale Trastevere. Un entusiasmo non condiviso, però, dai sindacati: per la Flc Cgil, infatti, restano “vuoti di indicazione da parte ministeriale” soprattutto nei riguardi dell’utilizzo “in altri compiti del personale non obbligato a vaccinarsi e sugli obblighi del personale assente per malattia”. Risorse considerate importanti per “risolvere tutte quelle criticità che la pandemia ha fatto via via emergere nel corso di questo difficile periodo”.

Tra gli agenti di polizia che rischiano le sanzioni perché non immunizzati “ci saranno almeno 1 migliaio di persone” circa “l’1% del totale”, è la stima ipotizzata da Domenico Pianese, segretario generale del Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) che si dice “estremamente preoccupato” per “quelle famiglie che si vedranno togliere l’unica fonte di sostentamento”.

Pianese assicura: “forniremo ai nostri iscritti o al personale in generale le indicazioni per rivolgersi al nostro studio legale di riferimento che li seguirà” per i “ricorsi che devono essere presentati al Tar”, procedimenti “costosi da sostenere”. E spiega di aver scritto al ministero dell’Interno “per chiedere di rivalutare questa situazione”.

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