Oggi alle 12 il Consiglio dei ministri. Ancora tensioni in Aula

Step by step. E’ questo il mantra che il premier Mario Draghi intende seguire sull’estensione dell’obbligo del green pass a diverse categorie lavorative tra privati e pubblica amministrazione. Una strategia ragionata per evitare che il certificato verde si trasformi in grimaldello della campagna elettorale, che proprio in questi giorni – e sul tema- si sta infiammando. Non cambia insomma l’obiettivo, muta solo come il presidente del Consiglio intende arrivarci. Si comincia infatti con i lavoratori di mense e pulizie negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nelle Rsa e negli ospedali. Mentre si sta riflettendo se estendere nello stesso decreto la misura anche a gestori e personale di bar e ristoranti, palestre e piscine, dipendenti di cinema e teatri. Insomma tutti quei settori dove il green pass è obbligatorio per i clienti.

Rimandato invece alla prossima settimana il confronto su pubblica amministrazione e restanti categorie di privati, su cui il governo intende trovare la quadra con Confindustria e sindacati. Tema che sarà oggetto di una cabina di regia ad hoc, forse già a inizio settimana. Lo stesso Matteo Salvini ieri, anticipando il colloquio con il premier Draghi, si è detto “confortato” del fatto che non ci fosse “nessuna estensione di Green pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato”. Inoltre, sempre a fronte del colloquio con il capo del governo, ha annunciato: “Escludo che arrivi in discussione l’obbligo vaccinale. Siamo pronti a discutere di tutto, se qualcuno vuole inserire l’obbligo vaccinale deve anche inserire il risarcimento per eventuali danni. L’obbligo avrebbe il risultato contrario: spaventerebbe e aumenterebbe i dubbi”.

Oggi alle 12 si riunirà, quindi, il Consiglio dei ministri e per ora non è prevista una cabina di regia per discutere con le diverse anime della maggioranza del dl che si andrà ad approvare. Un risultato frutto della mediazione di Draghi con Salvini, che va verso una estensione graduale e ragionata, anche per dare al leader della Lega il tempo per raddrizzare il tiro con il suo elettorato. Il travaglio interno del Carroccio è ormai evidente, con la difficile gestione della Lega di piazza e di governo, che rischia ormai il cortocircuito. Inoltre, secondo alcuni sondaggi che stanno circolando in queste ore, l’elettorato leghista per il 70 per cento è favorevole al vaccino obbligatorio, attestandosi poco dietro quello del Partito democratico che dice sì all’84.

Tuttavia alla Camera la Lega sul decreto legge green pass non cambia registro. I deputati del Carroccio votano con Fdi, in dissenso con la maggioranza, sulla soppressione del green pass per i minorenni e disertano la commissione Cultura, dove è stato avviato l’esame del dl approvato il 6 agosto e che inserisce l’obbligo del certificato verde al personale scolastico. Un messaggio che risuona forte e chiaro tra le mura del Parlamento, dove la Lega vuole dimostrare di aver lottato fino alla fine.

Dopo aver incassato il voto contrario sull’obbligatorietà per i minorenni, infatti, si è aperta la trattativa in seno alla maggioranza affinché alcuni ordini del giorno a firma del Carroccio ottengano il parere favorevole e l’impegno del governo a concretizzarsi. Dall’esito della trattativa il partito di via Bellerio deciderà se astenersi o votare a favore sull’intero dl. Secondo voci di corridoio il governo sarebbe orientato ad accogliere alcuni odg, ma al momento il cerchio non sarebbe stato chiuso.

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