La giovane lo scorso 25 maggio aveva ricevuto una dose di vaccino. Non ci sono nessi provati con la somministrazione

E’ deceduta in ospedale la ragazza genovese di 18 anni ricoverata da domenica dopo una trombosi del seno cavernoso, Camilla Canepa. La giovane lo scorso 25 maggio aveva ricevuto una dose di Astrazeneca, aderendo alla possibilità di somministrazione volontaria del vaccino.

Il fascicolo in procura 

Un fascicolo per atti non costituenti reato era stato aperto dalla procura di Genova dopo il caso della ragazza di 18 anni colpita da una trombosi e ricoverata in rianimazione all’ospedale San Martino di Genova che, lo scorso 25 maggio, aveva ricevuto la somministrazione del vaccino Astrazeneca in via volontaria partecipando all’open day dedicato. Non era inizialmente stata formulata alcuna ipotesi di reato, ma l’apertura del fascicolo consente l’acquisizione di materiale documentale relativo al caso e all’iter vaccinale. Ora il reato dovrebbe configurarsi come omicidio colposo a carico di ignoti.

Le reazioni

Le parole di Pregliasco

“Un grandissimo dolore rispetto al fatto che i vaccini servono, servono per salvare vite e questa situazione così rara purtroppo ha colpito una ragazza così giovane. È un tristissimo prezzo che si paga rispetto a un’esigenza importante di prevenzione e di ritorno alla normalità e di riduzione complessivamente del numero di decessi che purtroppo ci sono stati e grazie al vaccino vengono evitati normalmente”. Così a LaPresse il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario del Galeazzi di Milano, commenta la morte della 18enne genovese vaccinata con AstraZeneca e ricoverata da domenica scorsa per una trombosi. “È molto presumibile – aggiunge – che si tratti del vaccino, di questa forma di trombosi. Non ho la contezza complessiva perché queste trombosi sono diverse dalle trombosi normali che possono capitare. Però è molto probabile che questa lo sia”.

La sindaca di Sestri Levante

“Purtroppo, poche ore fa, Sestri Levante è stata colpita da un lutto che mai avremmo voluto vivere. L’Amministrazione Comunale e tutta la città si stringono intorno alla famiglia della ragazza scomparsa oggi. In questo momento di dolore esprimo tutto il mio affetto e la mia vicinanza ai familiari di Camilla”. Lo scrive su Facebook Valentina Ghio, sindaca del comune di Sestri Levante in provincia di Genova, in merito alla morte della ragazza di 18 anni ricoverata da domenica all’ospedale San Martino per una trombosi del seno cavernoso. Lo scorso 25 di maggio la ragazza aveva ricevuto una dose di vaccino Astrazeneca, aderendo alla somministrazione involontaria. “Abbiamo deciso di annullare tutti gli appuntamenti del Festival Andersen previsti per oggi. Riposa in pace Camilla”, conclude Ghio nel post sulla sua pagina social.

Ecco cosa è successo: le tappe della vicenda

Non ci sono certezze né un nesso provato tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca e l’insorgenza delle complicanze trombotiche che hanno portato al ricovero della ragazza di 18 anni di Sestri Levante, deceduta oggi a Genova. La giovane era ricoverata in rianimazione, in coma da ieri.

  • Lo scorso 25 di maggio aveva aderito all’open day per la vaccinazione volontaria ricevendo una dose di Astrazeneca.
  • Il 3 giugno era arrivata in pronto soccorso per la prima volta, in un ospedale del Levante genovese con cefalea e fotofobia. Sottoposta a tac cerebrale ed esame neurologico, entrambi avevano dato esito negativo.
  • Il 5 giugno era tornata in pronto soccorso con deficit motori ad un emilato. Sottoposta a Tac cerebrale con esito emorragico, era stata immediatamente trasferita alla Neurochirurgia dell’ospedale San Martino di Genova.
  • Nei giorni scorsi la 18enne era stata sottoposta a due interventi, il primo per rimuovere la trombosi del seno cavernoso che l’aveva colpita, il secondo per detendere la pressione intracranica derivante dall’emorragia.

Il Policlinico genovese aveva subito attivato le procedure di farmacovigilanza verso Aifa, nelle quali sono state indicate anche le terapie farmacologiche assunte. Ogni valutazione su eventuali rapporti di causa-effetto rispetto alle complicanze emerse sono rimesse a successivi approfondimenti.

 

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