Il coprifuoco resta dunque alle 22. Salvini: "Volevamo dl più coraggioso, italiani hanno diritto a maggiore fiducia"

E’ terminata dopo poco più di mezz’ora la riunione del Cdm sul nuovo decreto. La Lega si è astenuta. Secondo quanto si apprende la Lega ha fatto sapere che “è solo portavoce di quello che chiedono i sindaci e i governatori di tutta Italia, e di qualunque colore politico, su riaperture, coprifuoco e vaccini”.

Nessuna modifica sul coprifuoco rispetto alla sintesi già trovata la settimana scorsa nella riunione della cabina di regia. E’ la posizione del premier Mario Draghi ribadita ai ministri nel corso della riunione che ha preceduto il Cdm. Si resta dunque alle 22: a quanto apprende LaPresse il presidente del Consiglio ha risposto al pressing della Lega, esplicitato in mattinata dal leader Matteo Salvini, facendo notare che la decisione è stata presa e condivisa alcuni giorni fa. Il Cdm, iniziato con oltre un’ora di ritardo, si è aperto con una relazione del ministro della Salute Roberto Speranza.

Le richieste che avevano mosso le Regioni per il nuovo decreto

Le Regioni ritengono “necessario consentire, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, l’effettuazione dei servizi di ristorazione sia al chiuso che all’esterni, senza differenze di trattamento in base agli orari di somministrazione (pranzo, cena)”. E’ quanto si legge nelle osservazioni che i governatori hanno inviato al governo, nelle quali si chiede di modificare la bozza del decreto legge che dovrà essere varato in oggi in Cdm. Nelle documento si chiede inoltre la ripresa all’interno di una “logica di gradualità” delle attività individuali in palestra al chiuso e in piscine all’aperto, “già a partire dal 26 aprile”. Infine le Regioni chiedono “la riapertura del settori wedding”.

Le parole di Matteo Salvini sul nuovo decreto

“La Lega non ha votato il decreto” per le riaperture “perché lo volevamo più coraggioso”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, in collegamento con l’iniziativa via web ‘Natale di Roma 2021, 2.774 anni dalla fondazione della Capitale’.”Crediamo che gli italiani abbiamo diritto a più fiducia, bisogna correre e curare, curare anche la mente, perché gli italiani non ne possono più”, aggiunge. “Il premier Draghi ci ha detto che tra 15 giorni ci sarà un nuovo decreto con nuove aperture, bene lo voteremo”. 

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