Il ministro Speranza: "E' importante usarlo"

La nuova doccia fredda sulla campagna anti-Covid arriva in Italia insieme al primo carico di Johnson & Johnson, e riguarda proprio il siero statunitense da cui, per una serie di caratteristiche, il ministero della Salute si attende la ‘svolta’.Il vaccino, quarto in ordine di tempo ad essere autorizzato in Italia, è monodose e facile da distribuire e conservare perché non necessita di basse temperature.Un’arma unica per la campagna di massa che dovrà arrivare in studi medici e farmacie. Ma proprio mentre le prime 184 mila dosi atterrano nel hub di Pratica di Mare, dagli Stati Uniti arriva la notizia dello stop, imposto dalla Food and Drug Administration (Fda), l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.La decisione viene presa per motivi di sicurezza: servono infatti ulteriori controlli sul farmaco dopo alcuni casi (6 su circa 7 milioni di somministrazioni effettuate) di trombosi rarissime, una delle quali letale, sviluppatesi in persone che erano state da poco vaccinate.La campagna prosegue dunque per il momento senza Johnson & Johnson, anche perché la stessa azienda produttrice ne ha sospeso le consegne in attesa di chiarire la situazione. Dall’esecutivo non trapelano particolari preoccupazioni, anche perché, si apprende, c’è grande fiducia nel fatto che il blocco, che comunque riguarda per ora una piccola percentuale di fiale sul totale di quelle a disposizione, possa essere superato in tempi rapidi.Ma il siero statunitense è una chiave fondamentale del piano vaccini, non a caso il ministro della Salute Roberto Speranza, appresa la notizia del blocco, incontra i vertici dell’Aifa e poco dopo, intervistato a ‘Porta a Porta’, evidenzia: “Valuteremo nei prossimi giorni, appena a Ema e Usa daranno informazioni definitive, quale sarà la strada migliore, ma penso che anche questo vaccino dovrà essere usato, perché è importante”.Intanto prosegue la campagna, entro la prossima settimana saranno consegnate alle Regioni oltre quattro milioni di dosi ma resta ancora la penuria di fiale e l’obiettivo che si è dato il governo, di arrivare a mezzo milione di somministrazioni al giorno entro la fine di aprile, oggi più che mai, sembra tanto lontano.

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