Regole più severe su tutto il territorio nazionale. Controlli intensificati da Nord a Sud

Al via oggi la tre giorni di lockdown prevista le festività pasquali con l’Italia tutta in rosso fino al 6 aprile. Una misura voluta dal governo di Mario Draghi che ricalca, seppur in modo più morbido, il lockdown di Natale, per cercare di tenere sotto controllo la diffusione del contagio da coronavirus. Vietati gli spostamenti anche nel proprio Comune, se non per andare a trovare parenti o amici in massimo di due persone e una sola volta al giorno. Campania, Puglia e Liguria vietano l’accesso alle seconde case sia per i residenti che per i non residenti. Per questi ultimi il divieto imposto anche in altre otto regioni: si tratta di Valle d’Aosta, Alto Adige, Trentino, Piemonte, Toscana, Marche, Sardegna e Calabria. 

Si alza il livello di guardia per volere del Viminale e del ministro dell’Inerno Luciana Lamorgese. Intensificati i controlli e posti di blocco: al lavoro di 70mila uomini delle forze dell’ordine in tutte le città, nei centri storici, in parchi e litorali e posti di blocco in autostrade, porti e aereoporti per verificare gli spostamenti. L’attenzione delle forze dell’ordine dovrà essere rivolta alla verifica ‘del rispetto delle vigenti misure di contenimento del contagio, con particolare riguardo a quelle riguardanti i divieti per gli spostamenti’.

Nel frattempo rimane alto il numero di contagi in Italia. L’ultimo bollettino registra 21.932 positivi e 481 vittime con un tasso positività stabile al 6,6%. “La curva epidemica inizia a decrescere lentamente”, ha dichiarato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro che però sottolinea: “i ricoveri sono ancora in crescita, preoccupa la pressione sulle terapie intensive arrivate al 41”. Continua l’accelerazione del piano vaccinale, ieri oltre 300mila inoculazioni in un giorno. Nel mese di marzo sono state somministrate sei milioni di dosi sulle dieci effettuate a livello nazionale.

Sul fronte politico invece si registra un nuovo scontro tra il ministro della Salute Roberto Speranza e Matteo Salvini sul tema riaperture. Il primo ribadisce la linea del rigore, il secondo spinge per un ritorno alla vita dopo le festività. Il ministro accusa il leader leghista di soffiare “sull’inquietudine della gente” ma l’ex ministro dell’interno risponde a tono e afferma: “Non riaprire in sicurezza è sequestro di persona, chiederò incontro con Draghi”.

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