Tanti gli errori con rettifiche dell'ultimo minuto che spesso hanno portato a cambi di colore in corsa.

La matematica non è un’opinione. Ma a smentire il vecchio proverbio è arrivato l’indice Rt dei contagi da Covid, uno dei numeri più attesi, da quando decide le sorti e i ‘colori’ delle regioni italiane. L’algoritmo è spiegato in modo chiaro anche sul sito dell’Istituto superiore di sanità, eppure attorno alla cifra che aiuta a indicare il livello di rischio pandemico, si sono susseguiti nei mesi calcoli sbagliati con rettifiche dell’ultimo minuto che spesso hanno portato a cambi di colore in corsa.

Nel gennaio scorso dopo 48 ore di battibecco mediatico partito dai dati presentati dalla Lombardia, L’Iss chiariva che “l’algoritmo utilizzato per il calcolo dell’Rt nel monitoraggio dell’epidemia Covid-19 è corretto, da aprile non è mai cambiato ed è uguale per tutte le Regioni”.

L’algoritmo e le modalità di calcolo dell’Rt, ha ribadito più volte l’Iss, sono state spiegate in dettaglio a tutti i referenti regionali perché lo potessero calcolare e potessero verificare da soli le stime: è pubblicato sul sito e accessibile a tutti, ma nonostante ciò, attorno ai numeri che ogni settimana partono dalle Regioni e confluiscono nel monitoraggio dell’Iss si sono registrati in questi mesi diversi incidenti di percorso.

Per quanto riguarda il calcolo dell’Rt, si basa sui pazienti sintomatici, ovvero, “ogni volta che viene rilevato un caso clinico – spiega l’Iss -, viene compilato il relativo campo ‘stato clinico’ nel quale viene indicato il grado di severità dei sintomi, da paucisintomatico a severo e, quando possibile, anche la data della loro insorgenza. Presenza di sintomi e data di insorgenza sono le due variabili che definiscono i soggetti da considerare per il calcolo di Rt”.

Tutto chiaro quindi? Così parrebbe, nonostante l’enorme quantità di errori e rettifiche accumulata solo quest’anno. E il caso della Lombardia è uno dei più clamorosi, ma di certo non l’unico. Errori di calcolo e riconteggi last minute hanno riguardato la Campania, il Piemonte, la Calabria, la Basilicata e, pochi giorni fa, la Toscana. Questo solo per citare i presunti sbagli, senza arrivare al caso finito sotto inchiesta sui dati alterati della Regione Sicilia che vede indagato per falso anche l’ormai ex assessore alla Salute Ruggero Razza.

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