Ad oggi sono stati vaccinati 108 milioni di persone nel mondo, ma solo il 4% delle somministrazioni è avvenuto nei Paesi in via di sviluppo

I diritti esclusivi e i monopoli dei colossi farmaceutici sui brevetti impediscono che ci siano dosi sufficienti di vaccini sicuri ed efficaci contro il Covid19 per tutti. Le 3 più grandi aziende del mondo attualmente hanno in programma di produrre dosi solo per l’1,5% della popolazione mondiale nel corso del 2021, mentre altri grandi produttori non stanno producendo nessun vaccino efficace e sicuro.

È la denuncia lanciata oggi da Oxfam, Emergency, Frontline AIDS e Global Justice Now, membri della People’s Vaccine Alliance, di fronte ad una carenza mondiale di dosi di vaccini, utili a contrastare la pandemia.

Da qui l’appello urgente ai governi e all’industria farmaceutica ad aumentare la produzione, superando l’attuale sistema che garantisce i monopoli e che sta provocando una crisi globale di forniture, con conseguenze drammatiche in termini di vite umane e impatto economico.

Un risultato che può essere centrato solo con la sospensione delle regole che tutelano la proprietà intellettuale e la condivisione della tecnologia necessaria alla produzione dei vaccini. Solo così, ponendo fine al controllo dei monopoli dell’industria farmaceutica, chiunque, in ogni parte del mondo, potrà avere accesso al vaccino il più rapidamente possibile.

Attualmente, Pfizer/BioNTech, Moderna e AstraZeneca, che sono produttori di vaccini approvati dai più importanti enti regolatori, possono coprire il fabbisogno solo di circa un terzo della popolazione mondiale. Ma dato che i paesi ricchi hanno acquistato dosi in eccesso, la quota di popolazione mondiale che potrà beneficiarne è destinata a ridursi. Mentre Astra Zeneca ha venduto la maggior parte della sua produzione ai paesi in via di sviluppo, Pfizer/BioNTech e Moderna hanno riservato quasi tutte le loro dosi ai paesi ricchi, senza condividere la tecnologia.

Finora sono state vaccinate circa 108 milioni di persone, ma solo il 4% delle vaccinazioni totali è stato effettuato nei paesi in via di sviluppo, la stragrande maggioranza delle quali in India. Tra i Paesi più poveri, soltanto la Guinea ha ricevuto delle dosi riuscendo a vaccinare appena 55 persone.

In un contesto di così grave insufficienza di vaccini, non è escluso che sia gravemente sottostimata la capacità produttiva dei paesi in via di sviluppo. Serum Insitute in India, per esempio, oltre a ricercare un proprio vaccino, sta già producendo centinaia di milioni di dosi per conto di AstraZeneca e Novovax. Ma ci sono almeno altri 20 produttori di vaccini in India, cosi come molte altre aziende, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli più ricchi, capaci di dare il proprio contributo. Secondo i dati dell’UNICEF, infatti, solo il 43% della capacità di produzione globale al momento viene sfruttata per produrre i vaccini già approvati.

Pfizer/BioNTech, Oxford/Astra Zeneca, e Moderna hanno ricevuto ingenti finanziamenti pubblici per sviluppare i loro vaccini: le organizzazioni della People’s Vaccine Alliance chiedono quindi all’Ue, al governo del Regno Unito, al Presidente USA Joe Biden di usare il potere loro conferito da questa situazione di emergenza, affinché le grandi aziende farmaceutiche condividano brevetti e tecnologia per consegnare questa terribile pandemia alla storia.

L’Alleanza chiede infine agli Stati Uniti, ai paesi dell’Ue e al Regno Unito di investire in nuove infrastrutture produttive pubbliche, specialmente nei paesi in via di sviluppo, in modo da ingrandire la fabbricazione di vaccini sicuri ed efficaci e di prepararci a rispondere anche a future pandemie.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata