Bonaccini: "Il governo ci riconvochi". La ministra Azzolina: "Non possiamo arrenderci e non lo faremo"

Preoccupazione da parte delle Regioni per la riapertura delle scuole, fissata per il 7 gennaio. Diversi governatori – su tutti quello del Veneto, Luca Zaia, e quello del Lazio Nicola Zingaretti – sono contrari al ritorno in classe degli studenti. “Sarebbe giusto se il governo riconvocasse i presidenti di Regione e prendesse una decisione laica sulla riapertura delle scuole”, ha dichiarato il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini.

A impensierire – ha spiegato Bonaccini – è il tasso di contagio nazionale al 17,6%, che ha portato gli esperti a consigliare prudenza nella riapertura delle scuole. “Noi eravamo e siamo favorevoli a riaprire il 7 gennaio, i nostri studenti stanno pagando un prezzo altissimo. Eravamo pronti a partire con le presenze al 75%, ma mi sono fatto carico delle preoccupazioni dei miei colleghi e abbiamo proposto di partire al 50%. Se ci sono preoccupazioni dobbiamo trovarci, discutere e capire cosa vuole fare il governo: bisognerà decidere nelle prossime ore”, ha concluso il presidente dell’Emilia-Romagna.

Ma la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rimane sulle proprie posizioni. “È a scuola e in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante. È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci. Arretrare sulla scuola significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo”, il commento della ministra, che poi aggiunge: “Non esiste una ricetta perfetta: il virus ci impone continue riflessioni, aggiustamenti. Ma è uno sforzo a cui non possiamo né vogliamo sottrarci. Non lo abbiamo fatto nei mesi scorsi, non lo faremo adesso”.

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