Da oggi inizia la distribuzione vera e propria in Italia: ogni settimana 470mila dosi del vaccino Pfizer

Archiviato il ‘Vaccine day’, la campagna di immunizzazione contro il coronavirus può entrare nel vivo. Da oggi inizia infatti la distribuzione vera e propria e all’Italia arriveranno ogni settimana circa 470mila dosi del vaccino Pfizer che verranno distribuite direttamente dalla casa farmaceutica nei 300 punti di somministrazione individuati dalle Regioni (prevalentemente ospedali, che sono in grado di conservarlo a -70 gradi).

Il ministero alla Salute ha indicato le categorie che avranno la priorità: prima toccherà agli operatori sanitari e agli ospiti e al personale delle residenze per anziani (Rsa), ovvero circa 1,9 milioni di persone. A seguire sarà la volta degli ultra ottantenni (4,4 milioni), di chi ha tra i 60 e i 79 anni (13,4 milioni), e di chi ha almeno una patologia cronica (7,4 milioni). Successivamente si passerà al resto della popolazione. Come spiegato dal commissario Arcuri, l’obiettivo è vaccinare per autunno l’80% degli italiani, così da poter raggiungere l’immunità di gregge.

Il prossimo siero a sbarcare in Europa dovrebbe essere quello di Moderna, che attende per il 6 gennaio l’approvazione di Ema. L’azienda statunitense ha dichiarato che lo consegnerà entro 15 giorni dal via libera dell’agenzia regolatoria europea. L’Italia ha quindi previsto di avere nel primo trimestre del 2021 la disponibilità di oltre 28 milioni di dosi (su un totale di 202 milioni): 8,7 dalla Pfizer, 1,3 da Moderna, 2 da Curevac e 16,1 da Astrazeneca. Dosi che saranno sempre i militari a distribuire sul territorio, nei 1.500 punti di somministrazione realizzati anche nelle piazze d’Italia con gazebo a forma di primula, il primo fiore che rinasce dopo l’inverno.

“Con la possibilità di vaccinarsi – ha spiegato l’Istituto superiore di sanità – arriva un’arma fondamentale nella lotta all’epidemia, che va ad aggiungersi a quelle di cui già disponiamo, a partire dal distanziamento sociale, dall’uso delle mascherine e dall’igiene delle mani”. Misure, queste, sottolinea l’Iss, che non possono e non devono essere abbandonate prima che sia vaccinato un numero di persone sufficiente a creare un’immunità di comunità.

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