La Regione chiede al governo un piano di rientri in sicurezza per i lavoratori rimasti nel limbo

Decine di turisti, risultati positivi al coronavirus mentre erano in vacanza, e ora bloccati. Da giorni la Sardegna, che nel giro di un'estate si è trasformata da regione Covid-free a focolaio d'Italia, chiede al governo un piano di rientri in sicurezza per i lavoratori rimasti nel limbo. Ora sembra che la Protezione Civile stia mettendo a punto un programma ritorno dall'Isola. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un ponte aereo o una nave che possa garantire un rientro in sicurezza. Lo aveva sollecitato il coordinatore dell'Unità di crisi nord Sardegna, Marcello Acciaro: "La proposta non è caduta nel vuoto e ho notizia che la Protezione civile sta mettendo a punto un piano di rientro che sarà valutato e se ritenuto valido attuato nei prossimi giorni", spiega. Dalla Regione restano comunque più cauti: "Attendo ancora una conferma – dichiara l'assessore alla Sanità Mario Nieddu – ma sono comunque settimane che chiediamo di capire come aiutare questi turisti, bloccati qui, senza poter fare ritorno a casa per chissà quanto tempo visto che molti restano positivi anche per mesi. E soprattutto a carico di chi? Di un sistema sanitario sardo già duramente stressato da questa estate di contagi?".

Nulla di fatto anche per l'accordo che la Sardegna voleva siglare con il governo, e con la Regione Lazio, per i controlli e i tamponi negli scali da e per l'Isola. "Ci sta bene la reciprocità – continua Nieddu – ma l'intesa deve riguardare tutte le regioni, non solo il Lazio. Non ha senso che si facciano controlli solo a Civitavecchia… qui arriva, e parte, gente per tutta Italia". Intanto la Regione Lazio fa sapere che da lunedì proprio a Civitavecchia sarà possibile anche per chi parte verso la Sardegna effettuare volontariamente e gratuitamente il test.

Solo ieri la Sardegna ha registrato 55 nuovi casi di Covid-19 per un totale di 2.022 contagi accertati nella regione dall'inizio dell'emergenza. Tra questi vi sono anche 21 dipendenti del Phi Beach di Baja Sardinia risultati positivi. Gli esiti dei tamponi effettuati nei giorni scorsi ai membri dello staff del discoclub di Forte Cappellini, uno dei più frequentati nella zona della Costa Smeralda, e che ieri ha chiuso in anticipo la stagione. Le persone contagiate sono tutte asintomatiche e sono ora sottoposte all'isolamento fiduciario ai loro domicili in Gallura. Per la maggior parte si tratta di lavoratori stagionali non residenti in Sardegna che saranno assistiti dall'Ats durante il loro periodo di isolamento.

Il presidente sardo Charistian Solinas imputa l'impennata di casi all'arrivo dei turisti: "Tra i sardi il virus non circola. In modo incosciente, prendendo farmaci per abbassare la febbre, qualcuno è venuto in Sardegna da positivo, altri non hanno osservato le misure su assembramento e promiscuità vietati da tutte le ordinanze. Ora tornano a casa e dopo averci portato il virus il problema siamo noi?", ha dichiarato in un'intervista parlando di uan "strumentalizzazione fuori dal comune" e di "montatura molto mediatica".

Migliorano intanto le condizioni di Flavio Briatore, ricoverato lunedì al San Raffaele dopo essere risultato positivo al Covid. L'istituto fa sapere che l'imprenditore sarà dimesso oggi e che potrà continuare la terapia in isolamento domiciliare.

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