Quasi 23,5 milioni di casi nel mondo e 809mila morti

I contagi continuano ad aumentare, dalla Spagna alla Corea del Sud. Il bilancio globale della pandemia di Covid-19 della Johns Hopkins University cresce inesorabilmente, con quasi 23,5 milioni di casi e oltre 809mila morti. Dati, come sempre sottolineato dagli esperti nel corso dei mesi, ampiamente sottostimati per mancanza di tamponi e altre ragioni. Mentre gli Usa e il Brasile restano i primi per contagi e morti (rispettivamente 5,7 milioni e 177mila, 3,6 milioni e 115mila), hotspot e focolai non smettono di essere individuati e crescere in tutto il mondo.

In Europa l'allarme è altissimo in Spagna, che in tre giorni ha registrato 19.382 nuovi casi, portando il totale a 405.437. Fernando Simón, direttore del Centro emergenze sanitarie, ha chiesto a Madrid misure "drastiche". Varie regioni hanno imposto nuove limitazioni, tra cui la Catalogna, che ha vietato gli incontri di oltre 10 persone, e la Murcia, che ha imposto il limite di sei persone. Il 70% dei contagi, hanno dichiarato le autorità catalane, avviene "in ambienti familiari e amicali", quindi bisogna ridurre le attività sociali.

Anche la Francia è in allerta, dopo le 4.900 nuovi infezioni in 24 ore, il dato più alto dal lockdown, che fa salire il totale a 242.899. Un morto, con il totale a oltre 30.500. A preoccupare, in particolare, il focolaio di Cap d'Agde, dove su 800 test un centinaio è risultato positivo. Il gruppo è legato a un villaggio nudista frequentato ogni estate da 35mila visitatori, dove il prefetto ha già imposto l'uso delle mascherine, ritenendo impossibile il rispetto delle distanze.

A Oriente la Corea del Sud teme che l'epidemia dilaghi a livello nazionale dopo che per l'11esimo giorno consecutivo ha registrato aumenti a tre cifre. Seul ha rafforzato le restrizioni, mentre le autorità sottolineano che la gran parte delle infezioni riguarda la popolosa zona di Seul. Il direttore del centro sanitario, Jeong Eun-kyeong, ha avvertito di probabili enormi numeri di infezioni nei prossimi giorni. E in India si conferma la tendenza che prosegue da due settimane: i nuovi casi in 24 ore sono stati 61.408, portando il totale a oltre 3,1 milioni (+836 morti, a 57.542). Nonostante il Paese sia terzo per numero di casi e quarto per vittime, si sta lentamente aprendo per far ripartire l'economia.

Nel frattempo, l'Università di Hong Kong fa sapere di aver documentato il primo caso di reinfezione di Covid-19. Si tratta di un "paziente apparentemente giovane e in salute", contagiato oltre quattro mesi dopo la prima infezione. I ricercatori hanno stabilito che il genoma del ceppo del virus era "chiaramente diverso" nei due episodi. L'Organizzazione mondiale della sanità ha usato cautela, invitando a ulteriori verifiche, ma se la notizia fosse confermata minerebbe le speranze legate a un'immunità successiva alla malattia. L'Oms ha anche frenato sulla terapia al plasma, approvata domenica dall'amministrazione Trump. È una cura "sperimentale" e i risultati preliminari sull'efficacia sono "insufficienti", con "prove di bassa qualità", ha sottolineato l'esperta Soumya Swaminathan

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