Dopo lo shock per l’Italia fuori dai Mondiali, Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della Figc. L’ormai ex presidente federale lo ha ufficializzato con un comunicato stampa. Il 22 giugno a Roma si svolgeranno le elezioni per la sua successione. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, aveva spinto molto per le dimissioni di Gravina, dimissioni chieste anche da una interrogazione firmata da 40 senatori bipartisan e depositata ieri a Palazzo Madama.
“Credo sia giusto quello che ha scelto di fare Gravina. Ci ha pensato parecchio prima di questa decisione, ma è giusto che le sue dimissioni diano il via a un possibile nuovo cambiamento mentale di progetti della Federazione”. Così Gianni Rivera, Golden Boy del calcio italiano, campione d’Europa e vice campione del mondo con la maglia azzurra, ospite del Caffè di Rai Radio 1 Sport, sull’ennesimo anno zero del calcio italiano, dopo il terzo Mondiale di fila mancato. “Se darei la mia disponibilità per il ruolo di presidente Figc? Sono pronto perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione. Pensiamo che la strada da percorrere sia quella di mettere il giovane calciatore nelle condizioni ottimali per migliorare tecnicamente – ha spiegato – La tecnica da migliorare non è mai finita, bisogna lavorarci tanto tempo. Ho l’impressione che le scuole calcio non insegnino la tecnica. E questo secondo me è il primo passo che bisogna fare: creare ai giovani una strada certa, sicura, dove la prima cosa che devono fare è quella di migliorarsi sul piano tecnico. Pensiamo sia necessario affrontare seriamente l’argomento giovani, bisogna anche mettere le società nella condizione di migliorare i settori giovanili”. Secondo Rivera “non c’è da meravigliarsi della mancata partecipazione al Mondiale, devo dirlo con sincerità, perché in questo momento ci sono grossi problemi difficili da superare – ha sottolineato – Abbiamo dimostrato che non li abbiamo superati, dobbiamo aprire gli occhi e creare le condizioni per un vasto cambiamento di mentalità, di cultura, di gente. Come si recupera il talento perduto? Il calcio è invaso dai procuratori, i quali pensano prima di tutto a migliorare le loro tasche. So di molte famiglie che hanno rinunciato a far proseguire i loro figli perché non avevano i soldi per pagare i procuratori. E questo secondo me è una perdita enorme: perché sono sicuro al 100% che tanti bambini avrebbero potuto oggi essere in prima squadra e magari anche in Nazionale”. Per quanto riguarda il toto-ct “è un po’ presto, devo dire. Penso sia meglio cominciare ad immaginare qualcuno che il calcio lo conosca molto bene, e non è detto che i nomi che si stanno facendo adesso siano quelli che sanno che cosa vuol dire in modo totale giocare al calcio”, ha concluso Rivera.
“Che sentimento prevale? Dopo tanti anni grande amarezza ma anche grande serenità. Devo ringraziare tutti i componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande stima, affetto e vicinanza. E anche insistenza nel continuare ma la mia scelta personale era già convinta e meditata”. Sono le prime parole di Gabriele Gravina all’uscita della sede Figc dopo la riunione in cui ha ufficializzato le sue dimissioni da presidente della federazione. “Il resto lo trovate nel comunicato. Buona Pasqua a tutti!”, ha aggiunto salutando giornalisti e fotografi.
“Finalmente si sta parlando di qualcosa che noi portiamo avanti da tanto tempo. Ovvero che gli italiani giocano poco, speriamo che anche con la politica si possano studiare norme che possano rilanciare il mondo del calcio italiano. Gravina anche oggi ha la fiducia e la stima delle componenti federali ma ci rendiamo conto del momento di difficoltà, sappiamo che dovremo rimboccarci tutti le maniche. La delusione deve essere trasformata in positività”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori uscendo dalla sede della Figc a Roma al termine della riunione con i vertici federali convocata dopo la mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali. “La nostra non è una guerra allo straniero” continua Calcagno. “Negli altri paesi hanno le nostre stesse norme, come in Spagna, dove però giocano il 60% di spagnoli. Dobbiamo insegnare il calcio alla base in maniera diversa, perché i nostri ragazzi si appassionino in maniera diversa al nostro sport”.
“Valuteremo il programma in tutti i suoi aspetti e sulla base di quello faremo le nostre scelte, insieme alla persona” lo ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Renzo Ulivieri sul possibile prossimo presidente della Figc. La dichiarazione al termine della riunione con le componenti federali nella sede di Via Allegri a Roma dopo la mancata qualificazione ai mondiali.
“Gattuso? Non lo abbiamo sentito” prosegue Ulivieri, “Un messaggio ai tifosi? Oggi non ce la facciamo a mandarlo, siamo tristi anche noi, tristi e abbattuti”.
“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”. Con questo messaggio affidato ai propri canali social Gianluigi Buffon annuncia le dimissioni da capodelegazione della Nazionale. “È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore e una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino – aggiunge – Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto e ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.
Secondo quanto comunicato dalla Figc, in occasione dell’incontro con le componenti a seguito del quale sono ha rassegnato le sue dimissioni da presidente della Figc, Gabriele Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).
Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, è da poco arrivato a palazzo Chigi. Proprio in questi minuti sono arrivate le dimissioni del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta dell’Italia con la Bosnia e la mancata qualificazione degli Azzurri ai prossimi mondiali.
Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della Figc. Il 22 giugno a Roma si svolgeranno le elezioni per la sua successione. Si è svolto oggi presso la sede della Figc a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensi erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).
“La mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2026 impone una riflessione seria e non superficiale. È sbagliato individuare un unico responsabile: il presidente Gravina è stato eletto con il 98% dei consensi. La responsabilità è quindi dell’intero Consiglio federale. È l’intero assetto della Figc che va ripensato, superando logiche autoreferenziali che hanno indebolito il sistema calcio”. Lo dichiara Massimo Pieri, coordinatore nazionale tavolo Sport di +Europa.
“Occorre ripartire da una visione riformatrice, come quella proposta da Roberto Baggio, rimettendo al centro la formazione e il talento. La Nazionale deve tornare ad essere una priorità e non subordinata agli interessi dei club. Servono misure concrete: una ‘quota azzurra’ per garantire un numero adeguato di calciatori italiani in ciascuna squadra, il rilancio dei settori giovanili come fucina di talenti nazionali e maggiori investimenti nella formazione”, conclude.
“Le dimissioni di Gravina devono arrivare subito: sono già gravemente e ampiamente in ritardo. Ci auguriamo che questo passo venga fatto immediatamente, perché solo così si potrà aprire la strada a un rinnovamento radicale dei vertici della FIGC, con un rilancio totale dell’azione sia politica che sportiva della Federazione. Vogliamo una netta discontinuità con l’attuale gestione e l’arrivo di persone serie, nuove e davvero capaci, che pensino solo allo sport e al futuro del calcio italiano. Auspichiamo un rinnovamento profondo, concreto e radicale, non di facciata”. Così il deputato della Lega, Andrea Crippa.
“Io sono sempre dell’idea che ognuno fa il suo mestiere. ‘Ofelè fa el to mesté’, si dice a Milano. Chi è preposto a fare, a organizzare tutto il mondo del calcio, sicuramente avrà capito che forse dobbiamo crescere un po’ di più, cercare di non bruciare i sogni di questi ragazzi giovani. Io ho due figli che non hanno mai visto un Mondiale con l’Italia, ed è una cosa tristissima se la vedi da quel punto di vista. E ti chiedono ‘perché noi non possiamo vedere un Mondiale con l’Italia?’ E questa è la risposta più difficile da dare a tutti”. Lo dice a LaPresse lo chef Carlo Cracco a margine di un evento nel Principato di Monaco.
(LaPresse) – Sulla proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa di inserire una norma che preveda che le squadre di Serie A debbano schierare almeno quattro giocatori italiani in campo “la penso un po’ come La Russa. Più che una norma, deve essere una regola condivisa dal sistema calcistico: non possiamo imporla. Penso che sia una questione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea: non ci possono essere vincoli, ma se la poniamo sul piano delle opportunità da offrire ai calciatori italiani, soprattutto ai più giovani, magari anche con qualche incentivo economico, credo se ne possa parlare e codificare rapidamente”. Così il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi intervenendo a ‘Non Stop News’ su Rtl 102.5. “È opportuno che la validino loro; noi siamo al tavolo per dare tutto il supporto possibile a una scelta del genere”, ha aggiunto.
“Lo scivolone sugli altri sport mi auguro sia stato solo frutto di una mancanza di lucidità, cosa umanamente comprensibile in certe circostanze. Il rispetto verso atleti e atlete di tutte le discipline non può emergere solo durante le Olimpiadi o quando arrivano i risultati. Sono atleti che mettono cuore, passione e dedicano ore ogni giorno per migliorarsi e portare onore all’Italia. Questo non va mai dimenticato”. Così il ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi intervenendo ai microfoni di ‘Non Stop News’ su Rtl 102.5 in merito alle polemiche scoppiate per le affermazioni del presidente della Figc Gabriele Gravina sugli altri sport. “Penso allo spirito con cui si pratica lo sport, con professionalità anche quando non è formalmente professionistico: serietà, dedizione, rispetto verso tutti e verso il pubblico. Basti pensare alle dichiarazioni di Sinner, esemplari da questo punto di vista: esce dal campo e riconosce sempre il valore dell’avversario, ringraziando i tifosi – ha aggiunto parlando dei successi azzurri negli altri sport – Questo spirito andrebbe recuperato anche nel calcio. Non ci sono solo atleti singoli, ma anche squadre: pensiamo al rugby, al baseball, al basket. Questo spirito eccellente dell’Italia, che vince nel mondo e si distingue per comportamento, dovrebbe essere un riferimento anche per il calcio”.
“Penso che questa fase abbia bisogno di un tempo operoso, nel quale si mettano in campo soluzioni a problematiche che il sistema non è riuscito ad affrontare e risolvere in una dimensione ordinaria. Mi auguro quindi che ci siano le condizioni, richieste anche dal Consiglio federale, per un commissariamento che consenta di dare sostanza a questo tempo e permetta poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi. Dato che se ne parla da anni, troviamo soluzioni utilizzando il commissario, che rappresenta una grande opportunità: una figura che venga anche dal mondo del calcio, che lo conosca e che possibilmente non abbia avuto grandi compromissioni con un sistema che, con questa sconfitta, ritengo abbia chiuso un ciclo”. Così il ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi intervenendo ai microfoni di ‘Non Stop News’ su Rtl 102.5. “Una sconfitta di cui avremmo fatto volentieri a meno, perché speravamo tutti di andare in America, in Messico e in Canada, non solo noi più grandi ma soprattutto i giovani, che non hanno mai visto un Mondiale. Una struttura commissariale non è soltanto una persona, è qualcosa di più – ha aggiunto – Tutti gli elementi devono essere messi a disposizione, anche da parte nostra, con provvedimenti utili al sistema calcio per evolversi e superare difficoltà che non sono solo economiche, ma anche di modello. Per questo è finito un ciclo e deve iniziarne un altro”.
“Il calcio è una realtà molto complessa, con tante componenti, va affrontata con serietà. Da presidente del Coni, quindi di un ente pubblico, devo accantonare qualsiasi tipo di passionalità e rispettare lo statuto del Coni, quello delle federazioni e le regole. Significa che il Coni può commissariare una federazione per gravi mancanze amministrative, per esempio quando i conti non tornano, ci sono ammanchi, quando gli organismi non funzionano, per inefficienza, se non viene presentato il bilancio nei tempi utili, ci sono perdite patrimoniali, c’è una cattiva gestione etico morale, organizzativa, si verifica il mancato inizio dei campionati”. Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio in una intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’. “Anche qualora dovesse dimettersi Gabriele Gravina spetterebbe a lui il potere di portare alla nuova assemblea l’elezione del consiglio federale e del nuovo presidente”, ha proseguito aggiungendo che “non tocca a me dire di cambiare. I compiti e le responsabilità del Coni e del suo presidente le ho spiegate bene”. Per Buonfiglio “la Federcalcio è una azienda importantissima a livello nazionale che va oltre gli aspetti sportivi. Resto convinto che il consiglio e il suo presidente, con capacità di analisi, attueranno una strategia chiara e adeguata al momento difficile che stiamo vivendo – ha aggiunto – L’accordo delle componenti, delle rispettive Leghe, dell’Associazione calciatori, di tutti gli agenti in campo può concorrere a creare la piena dignità di partecipazione per la nostra squadra azzurra sullo scenario internazionale. Le società investano sui settori giovanili, facciano giocare i talenti italiani, sono convinto che il presidente Gravina e i suoi collaboratori possano produrre un programma a medio lungo termine che ci faccia tornare ai fasti del passato”.
“Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: ‘Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due’. Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa…”. In una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin difende il numero uno della Figc Gabriele Gravina dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. “Mi fa arrabbiare e mi rattrista che ci siano persone che aspettano ‘nascoste’ che qualcosa vada storto per poi saltare fuori e iniziare a criticare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere – ha aggiunto – Gabriele è il mio primo vicepresidente ed è molto importante per me. Ma la perdita più grande sarebbe per la Figc. Non sarà facile trovare un gentiluomo che ami così tanto il calcio e l’Italia. Ma non sono così ingenuo da credere che le persone egocentriche, che aspettavano solo che qualcosa andasse storto, ci pensino. A loro non importa. Se fosse lui a dimettersi? Sarebbe una sua decisione, non credo sia opportuno che io la commenti. Penso di essere stato chiaro nelle mie risposte precedenti”. L’Italia dovrebbe organizzare insieme alla Turchia Euro 2032, che “è in programma e si svolgerà: spero che le infrastrutture saranno pronte. Altrimenti, il torneo non si giocherà in Italia”, ha concluso Ceferin.
“È incredibile che l’Italia sia rimasta fuori dai Mondiali, anche con una squadra normale avremmo dovuto qualificarci”. Lo afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa in un’intervista al Corriere della Sera, parlando di “errori e confusione” nella gestione della Nazionale. La Russa propone di rivedere le regole del calcio italiano per favorire una maggiore presenza di giocatori italiani in campo. “Almeno quattro italiani in campo per 90 minuti”, sul modello di altri Paesi europei. Il presidente del Senato esprime inoltre apprezzamento per allenatori di alto profilo internazionale come José Mourinho, sottolineando la necessità di figure di forte personalità per rilanciare il sistema calcio. Sul commissario tecnico Gennaro Gattuso, La Russa invita a evitare processi sommari, così come per il presidente della Figc Gabriele Gravina, pur ribadendo l’urgenza di ripartire “quasi da zero” con un progetto credibile per il futuro del calcio italiano. “Non tocca a me chiedere le dimissioni. Però se il ministro dello Sport Abodi le chiede, io non credo che serva attendere riunioni di organi”, conclude.

