E’ sempre più vicino il ritorno in campo di Edoardo Bove. Secondo quanto apprende LaPresse c’è solo da formalizzare il trasferimento dell’ex centrocampista di Roma e Fiorentina al club inglese di Championship. Sottoposto a un intervento chirurgico per l’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo, la presenza del dispositivo che rileva le alterazioni del ritmo cardiaco impedisce a Bove di giocare in Italia, dato che la normativa italiana è restrittiva. Ma la situazione all’estero è differente e nel Regno Unito è in vigore un approccio più flessibile basato sulla valutazione del rischio individuale anziché su un divieto automatico. Pertanto, grazie a questa regolamentazione, Bove può giocare in Inghilterra dove il giocatore è pronto a regalarsi una seconda vita agonistica. Il primo passo fondamentale è stato la rescissione tre giorni fa del contratto con la Roma, operazione necessaria per assicurarsi la possibilità di proseguire la sua carriera calcistica.
Il malore in campo nel 2024
Bove si sentì male durante Fiorentina-Inter dell’1 dicembre 2024 al Franchi. Poco dopo il quarto d’ora, infatti, il centrocampista si accasciò al suolo colpito da un malore. Immediato l’intervento dei compagni prima e poi dei medici della squadra. Poco dopo arrivò anche l’ambulanza che lo caricò per portarlo d’urgenza in ospedale. Seguirono giorni di grande apprensione, con Bove rimasto in terapia intensiva per alcuni giorni.
Il cardiologo: “Aritmia cardiaca potenzialmente letale”
“Bove ha avuto una torsione di punta, che potrebbe evolvere verso una fibrillazione ventricolare. Si tratta di un’aritmia cardiaca potenzialmente letale: il cuore smette di pompare il sangue con regolarità e dopo tre minuti si produce un arresto cardiocircolatorio, con danni cerebrali”, ha spiegato a LaSalute il professor Ciro Indolfi, presidente della Federazione italiana di cardiologia e docente di Cardiologia all’Università della Calabria.

