A Cesena Mancini insiste sulla linea verde. Possibile Gnonto dal primo minuto

Non è ancora ‘nuova Italia’ ma i lavori appena iniziati per avviare una nuova rinascita regalano una discreta dose di fiducia e ottimismo che non va dissipata. Ora però serviranno subito conferme. La prova di Bologna contro la Germania, nella prima uscita in Nations League della formazione azzurra ‘sperimentale’, spinge il ct Roberto Mancini a insistere per la ‘linea verde’, come promesso dopo l’avvilente ko contro l’Argentina nella ‘Finalissima’ di Wembley. Per scelta o per necessità, legata anche agli assenti o all’involuzione di alcuni elementi, la Nazionale sta cambiando radicalmente pelle puntando su nuove soluzioni tattiche. Niente più possesso e tocchi ritmati, ma lanci e azioni in verticale in quantità, con tanto di accelerazioni e guizzi improvvisi. L’obiettivo è sfruttare la vitalità e la freschezza della meglio gioventù, arma convincente per non farsi imbrigliare troppo dalla tattica.

Ecco allora che la sfida di martedì sera a Cesena contro l’Ungheria che a sorpresa sabato scorso ha superato a Budapest l’Inghilterra reduce da una striscia di imbattibilità che durava da 22 partite, diventa una verifica molto attendibile per capire quanto il nuovo corso azzurro abbia margini di progresso. Serve infatti un ulteriore passo avanti per vincere e restare in corsa per il primato del raggruppamento che vorrebbe dire qualificazione per le Final Four.

La formazione magiara, secondo ostacolo nel girone di Nations League, è squadra molto difensiva, che fa un gioco diverso da quello espresso da Argentina e Germania. Servirà dunque una squadra più aggressiva e propositiva, coraggiosa e intraprendente. “Marco Rossi sta facendo un gran lavoro, la squadra è migliorata tantissimo negli ultimi anni. Lo ha dimostrato all’Europeo, poi con l’Inghilterra ha fatto una gran partita – ha sottolineato il ct Roberto Mancini – E’ una squadra difficile da affrontare, non sarà una partita così semplice”. La questione primaria resta sempre quella del centravanti. E si attende una ulteriore risposta da Scamacca.

Il centravanti del Sassuolo contro la Germania pur non segnando ha manifestato un livello di crescita in esperienza e sicurezza. Il ct però si attende in mezzo al campo più soluzioni dal campione d’Italia, Tonali, dall’attaccante emergente Raspadori, un po’ trequartista e un po’ seconda punta di qualità, e da Bryan Cristante, che può agire anche come difensore centrale. Sulla formazione che scenderà in campo il ct non si è sbilanciato ma ha evidenziato che “un po’ di giocatori freschi ci saranno, abbiamo giocato 48 ore fa e siamo a giugno – ha proseguito – Avere giocatori freschi è importante”. Nell’undici titolare il ‘Mancio’ potrebbe gettare nella mischia il baby Wilfried Gnonto, la nuova sensazione azzurra dopo l’assist a Pellegrini contro la Germania. “E’ un ragazzo molto giovane, ha bisogno di crescere con tranquillità, senza mettergli troppa pressione addosso – ha evidenziato – Ha qualità importanti, è tecnico e molto veloce. Vede la porta ma deve lavorare con tranquillità”.

E’ comunque un’Italia che sta cambiando atteggiamento, non solo tecnico-tattico. Lo conferma Gigio Donnarumma (“speriamo che possa farcela, lui vuole giocare”, ha confidato Manciini), il portiere del Psg che ha un dito della mano lussato ma vuole esserci lo stesso a Cesena. Il numero uno punta a diventare il vero leader della Nazionale. E fare il possibile per non mancare l’appuntamento con l’azzurro può essere letto anche come un messaggio rivolto ai troppi compagni di Nazionale attratti dalle vacanze facili, pronti a lasciare il raduno con eccessiva fretta. Donnarumma dunque, per senso di responsabilità, non intende approfittare del suo ‘dito insaccato’ per chiudere la stagione in anticipo; semmai punta a mettersi, sempre e comunque, a disposizione del ct ora che si deve fare la nuova Italia. A cominciare dalla partita di Cesena.

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