I giallorossi si impongono 1-0. Lacrime di Mourinho a fine gara

Tirana non è mai stata così vicino a Roma. La prima storica edizione della Conference League finisce in Italia, che spezza un digiuno europeo che durava dal trionfo dell’Inter in Champions League del 2010. Un tocco delizioso di Zaniolo, l’uomo più chiacchierato nella capitale in questa annata, regala la coppa ai giallorossi, che riassaporano il gusto della vittoria a 14 anni dall’ultima volta, quando capitan De Rossi alzò la Coppa Italia. Da allora, qualche notte da sogno soprattutto in Europa – il punto più alto la semifinale di Champions League raggiunta nel 2018 – e più di una delusione, con un trofeo che sembrava non arrivare mai. Fino all’avvento di José Mourinho, che fa centro alla prima stagione in giallorosso e regala ai Friedkin il primo successo nella loro gestione.

Che apre scenari interessanti per la Roma che verrà, in una finale in cui i capitolini hanno sofferto il talento e il ritmo del Feyenoord ma sono stati sempre squadra, in ogni momento della partita. Mourinho recupera in extremis Mkhitaryan, che si posiziona in mezzo al campo con Zaniolo in posizione più avanzata accanto a Pellegrini dietro l’unica punta Abraham. Una formazione offensiva e con tanta qualità, anche se l’avvio sorride agli olandesi, che impongono un gran ritmo e un pressing che soffoca la manovra della Roma. Oltretutto dopo un quarto d’ora Mkhitaryan è costretto ad alzare bandiera bianca – sostituito da Oliveira – per il riacutizzarsi del problema al flessore che l’ha tenuto fuori nelle ultime settimane. Il Feyenoord è messo meglio in campo ma non riesce a impensierire Rui Patricio, la Roma resta dentro la partita e alla prima vera occasione affonda: il lancio di Mancini viene ‘bucato’ di testa da Trauner, Zaniolo ne approfitta e con un tocco di punta beffa il portiere in uscita.

I giallorossi traggono linfa dal vantaggio e trovano coraggio, dalla parte opposta il Feyenoord non si scompone più di tanto ma produce unicamente un tiro dalla distanza di Kocku bloccato in due tempi da Rui Patricio.Il lato b del match vede il club di Rotterdam partire meglio, come a inizio gara. Questa volta però la Roma è più in affanno e fatica a contenere le sfuriate dell’avversario. Sugli sviluppi di un corner il tocco sotto misura di Trauner centra il palo, l’azione prosegue e Til esalta i riflessi di Rui Patricio. Gli olandesi straripano e due minuti dopo centrano un alto legno, con una botta da fuori area di Malacia sporcata provvidenzialmente dal portiere portoghese. La Roma annaspa, è alle corde soprattutto fisicamente e Mourinho decide di correre ai ripari, rinforzando la linea mediana con l’inserimento di Veretout al posto di Zaniolo, mentre Spinazzola fa rifiatare Zalewski. La mossa funziona, perché i capitolini riescono a mettere un argine e a sfiorare anche il raddoppio proprio con un rasoterra del centrocampista francese, che esalta i riflessi di Toornstra. Nel finale Pellegrini in contropiede manca il colpo del ko costringendo Toornstra a un nuovo intervento super. L’ultimo assalto del Feyenoord invece è confuso e infruttuoso. E così, quando l’arbitro Kovacs fischia il triplice fischio finale, la festa giallorossa può iniziare.

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